BersaniROMA\ aise\ – Mandato esplorativo a Pierluigi Bersani che dovrà riferire al Capo dello Stato, “prima possibile”, se il centrosinistra ha “un sostegno parlamentare certo” e “tale da consentire la formazione del governo”. Così il Presidente della repubblica Giorgio Napolitano ha confermato oggi pomeriggio quanto supposto da molti: incarico a Bersani, ma solo esplorativo. Il leader del Pd dovrà verificare di avere la fiducia in entrambi i rami del Parlamento.

La strada per la formazione del nuovo è tutta in salita, ma il Governo serve e subito: “si apre oggi una fase decisiva per dare all’Italia un nuovo Governo e l’incarico che ho affidato oggi è il primo passo di questo cammino”, ha detto infatti Napolitano, che ha ribadito come “i problemi del paese esigano la nascita di un esecutivo” che sia subito operativo.

“Reagisco a certe affermazioni infondatamente polemiche sui tempi post elettorali”, ha quindi puntualizzato il Presidente, ricordando che “non è ancora trascorso un mese dalle elezioni e che le Camere si sono costituite da una settimane”. Quindi, “a chi se le prende con le lentezze italiane, segnalo che ai due paesi di democrazia elettiva che hanno votato l’autunno scorso”, cioè Olanda e Israele, “sono occorsi circa due mesi per avere un nuovo Governo”.

Detto questo, Napolitano ha ribadito anche la sua ferma contrarietà a “sterili lungaggini” e la necessità di un cammino “equilibrato” che mostri agli italiani, ma anche all’Europa e alla comunità internazionale “quanto apprezziamo il valore della stabilità istituzionale, non solo finanziaria” visto che “da entrambe dipende la credibilità del nostro Paese”.

Napolitano ha quindi brevemente ripercorso gli ultimi due giorni che lo hanno visto impegnato con le consultazioni da cui, ha detto, “è emersa una larga condivisione” delle necessità istituzionali, ma anche “diverse indicazioni”.

“Il malessere sociale manifestato col voto, le polemiche contro i partiti e i vigenti sistemi politico-istitutizonali hanno prodotto le istanze di radicale cambiamento del Movimento 5 Stelle”, ma, ha aggiunto, “anche altre importanti forze politiche hanno espresso volontà di deciso cambiamento”, portando a compimento “riforme solo avviate o, da tempo, attese invano”.

Posto che compito del Presidente non è quello di “vagliare piattaforme programmatiche”, Napolitano ha detto che “è apparsa chiara la portata delle sfide da affrontare”. E se “Pdl e altri partiti hanno espresso l’esigenza di un governo di vasta unione, che in Europa si chiamerebbe di grande coalizione”, è vero anche che sono state “riscontrate rilevanti difficoltà a procedere in questo senso” visto che “le antiche contrapposizioni attenuate nel 2012, sono riesplose con la crisi di fine anno”.

Quindi niente grande coalizione, ma un “forte spirito di coesione nazionale, al di là della dialettica maggioranza-opposizione” anche perché “la popolazione che più soffre la crisi è interessata a confronti costruttivi, più che a conflitti paralizzanti”.

Napolitano ha quindi annunciato di aver affidato l’incarico a Bersani: “il centrosinistra, avendo ottenuto, anche se per poco, la maggioranza assoluta alla Camera e la maggioranza relativa al Senato, è obiettivamente in condizioni più favorevoli per cercare una soluzione al difficile problema della formazione del governo”.

“Ho dunque conferito all’onorevole Bersani l’incarico di verificare l’esistenza di un sostegno parlamentare certo, tale da consentire la formazione del governo – come previsto dall’articolo 94 della Costituzione – che abbia la fiducia di entrambe le Camere. L’onorevole Bersani mi riferirà appena possibile”.

Dal canto suo, Bersani ha assicurato che svolgerà l’incarico “con la massima determinazione e ricercando la ponderazione e l’equilibrio di cui ha parlato il Presidente Napolitano”. Occorre, ha aggiunto, “una Legislatura che abbia un governo in grado di generare il cambiamento necessario atteso dagli italiani e un percorso di riforma costituzionale e politico elettorale”. Il suo “primo necessario riferimento” saranno “le forze parlamentari che chiederò di incontrare, senza dimenticare, però, il dialogo con i principali soggetti sociali”. Anche qui, prima possibile. (aise)

 

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