23paparioRIO DE JANEIRO – La giornata del papa a Rio è iniziata nel Palazzo del Comune, dove il sindaco Eduardo Paes ha consegnato al Sommo Pontefice, la chiave della città. Oltre all’incontro e ai discorsi ufficiali,un momento particolarmente significativo e emozionante, è stato quello in cui il cestista Oscar Schmidt, che per molti anni ha giocato nella squadra di pallacanestro di  Caserta, considerato il miglior giocatore brasiliano, si è inginocchiato davanti al papa chiedendogli la benedizione. Il papa lo ha ascoltato ed ha posto le mani sulla sua testa, recentemente operata per un tumore al cervello. Successivamente il papa ha visitato la favela della Varginha, nel complesso della Maré, uno dei luoghi in cui il narcotraffico è più attivo e dove da anni opera un prete coraggioso, padre Lincoln. Il papa è entrato nella chiesetta dedicata al santo veneziano, Girolamo Emiliani, scelta non fatta a caso, poiché il santo faceva parte di un gruppo di rinnovamento religioso, di forze nuove, la cui attività era caratterizzata dal proposito di riformare la Chiesa, dal di dentro e dal di fuori, come affermò lo stesso Emiliani, “riportando in vita lo stato di santità dei tempi apostolici”. In questo centro, il parroco sta cercando di ristrutturare un piccolo oratorio per dare una possibilità di incontro ai giovani, dimostrando quale può essere il risultato della evangelizzazione di questi luoghi, emarginati geograficamente, ma ben vivi e pulsanti alla ricerca, solamente, di una opzione, di una occasione, della possibilità di poter scegliere il proprio avvenire.

Prima di parlare alla comunità, riunita nel locale campo sportivo, il papa ha visitato una casetta, ha chiesto n bicchiere d’acqua ed ha scambiato alcune parole con gli abitanti. Nel suo discorso alla comunità ha ripetuto il messaggio di speranza ai giovani, invitandoli a non desistere, ha criticato la disuguaglianza sociale e lo scandalo della corruzione.

Alle 17, il papa è giunto a Copacabana, per la cerimonia dell’Accoglienza, ha percorso il lungomare e, subito dopo, è iniziato a piovere. Il papa ha iniziato pertanto il suo discorso alle centinaia di migliaia di giovani pellegrini constatando che la fede può essere chiamata a fare una rivoluzione copernicana, mettendo al centro del mondo Dio, e non l’individuo. La fede, ha detto, è  rivoluzionaria ed è molto più forte della pioggia!

Prima dell’omelia, gruppi di figuranti hanno presentato la religiosità di cinque regioni del Brasile. Ha terminato di confidare in Cristo, perché Cristo è l’amico che non tradisce.

Per quello che questi giovani, venuti da tutto il mondo, hanno dovuto sopportare in questo eccezionale inverno carioca, possiamo ben affermare che buona parte, se non tutta “La meio gioventù”, si è ritrovata a Rio de Janeiro. (Edoardo Pacelli- Italiamiga Inform)

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