la misericordia ROMA\ aise\ – “Ho scelto il nome del Patrono d’Italia, San Francesco d’Assisi, e ciò rafforza il mio legame spirituale con questa terra, dove – come sapete – sono le origini della mia famiglia. Ma Gesù ci ha chiamati a far parte di una nuova famiglia: la sua Chiesa, in questa famiglia di Dio, camminando insieme sulla via del Vangelo”. Più di 150mila fedeli hanno assistito ieri mattina al primo Angelus di Papa Francesco, arrivato a San Pietro dopo aver celebrato la Messa nella parrocchia di Sant’Anna in Vaticano, al termine della quale si è intrattenuto per salutare i fedeli personalmente.

“Fratelli e sorelle, buongiorno! Dopo il primo incontro di mercoledì scorso, oggi posso rivolgere di nuovo il mio saluto a tutti! E sono felice di farlo di domenica, nel giorno del Signore!”, ha esordito il Papa prima della preghiera mariana. “Questo è bello è importante per noi cristiani: incontrarci di domenica, salutarci, parlarci come ora qui, nella piazza. Una piazza che, grazie ai media, ha le dimensioni del mondo”.

Richiamato il Vangelo di Giovanni, su Gesù che perdona l’adultera – Va e non peccare più – il Papa si è soffermato a lungo su Dio, Padre misericordioso, “che sempre ha pazienza”.

“Avete pensato voi alla pazienza di Dio, la pazienza che lui ha con ciascuno di noi?”, si è chiesto Papa Francesco. “Quella è la sua misericordia. Sempre ha pazienza, pazienza con noi, ci comprende, ci attende, non si stanca di perdonarci se sappiamo tornare a lui con il cuore contrito”.

Dunque, ha ripetuto più volte, “non è Dio che si stanca di perdonarci; siamo noi che ci stanchiamo di chiedere il suo perdono!”.

“In questi giorni, – ha aggiunto – ho potuto leggere un libro di un Cardinale – il Cardinale Kasper, un teologo in gamba, un buon teologo – sulla misericordia. E mi ha fatto tanto bene, quel libro, ma non crediate che faccia pubblicità ai libri dei miei cardinali! Non è così! Ma mi ha fatto tanto bene, tanto bene … Il Cardinale Kasper diceva che sentire misericordia, questa parola cambia tutto. È il meglio che noi possiamo sentire: cambia il mondo. Un po’ di misericordia rende il mondo meno freddo e più giusto. Abbiamo bisogno di capire bene questa misericordia di Dio, questo Padre misericordioso che ha tanta pazienza”.

Quindi, il Santo Padre ha voluto condividere con i fedeli un episodio datoato 1992, quando lui era vescovo di Buenos Aires: “ricordo, appena Vescovo, nell’anno 1992, è arrivata a Buenos Aires la Madonna di Fatima e si è fatta una grande Messa per gli ammalati. Io sono andato a confessare, a quella Messa. E quasi alla fine della Messa mi sono alzato, perché dovevo amministrare una cresima. È venuta da me una donna anziana, umile, molto umile, ultraottantenne. Io l’ho guardata e le ho detto: “Nonna – perché da noi si dice così agli anziani: nonna – lei vuole confessarsi?”. “Sì”, mi ha detto. “Ma se lei non ha peccato …”. E lei mi ha detto: “Tutti abbiamo peccati …”. “Ma forse il Signore non li perdona …”. “Il Signore perdona tutto”, mi ha detto: sicura. “Ma come lo sa, lei, signora?”. “Se il Signore non perdonasse tutto, il mondo non esisterebbe”. Io ho sentito una voglia di domandarle: “Mi dica, signora, lei ha studiato alla Gregoriana?”, perché quella è la sapienza che dà lo Spirito Santo: la sapienza interiore verso la misericordia di Dio. Non dimentichiamo questa parola: Dio mai si stanca di perdonarci, mai! “Eh, padre, qual è il problema?”. Eh, il problema è che noi ci stanchiamo, noi non vogliamo, ci stanchiamo di chiedere perdono. Lui mai si stanca di perdonare, ma noi, a volte, ci stanchiamo di chiedere perdono. Non ci stanchiamo mai, non ci stanchiamo mai! Lui è il Padre amoroso che sempre perdona, che ha quel cuore di misericordia per tutti noi. E anche noi impariamo ad essere misericordiosi con tutti. Invochiamo l’intercessione della Madonna che ha avuto tra le sue braccia la Misericordia di Dio fatta uomo”.

Dopo la preghiera dell’Angelus, il Papa ha salutato di nuovo i fedeli ringraziandoli ancora una volta “della vostra accoglienza e delle vostre preghiere. Pregate per me, ve lo chiedo. Rinnovo il mio abbraccio ai fedeli di Roma e lo estendo a tutti voi, e lo estendo a tutti voi, che venite da varie parti dell’Italia e del mondo, come pure a quanti sono uniti a noi attraverso i mezzi di comunicazione”. Quindi, il legame con l’Italia, dove “sono le origini della mia famiglia” e di nuovo l’invito a non dimenticare che “il Signore mai si stanca di perdonare! Siamo noi che ci stanchiamo di chiedere il perdono. Buona domenica e – ha concluso – buon pranzo!”.

Al termine dell’Angelus, il Papa ha inviato il suo primo tweet: “Cari amici, vi ringrazio di cuore, pregate per me!”.

Papa Francesco celebrerà la sua prima messa da Pontefice domani mattina a San Pietro. come confermato dal sindaco di Roma, Gianni Alemanno, saranno 160 le delegazioni straniere che arriveranno a Roma per rendere onore al nuovo Papa. (aise)

 

Comments are closed.