zucchi

WASHINGTON\ aise\ – Inaugurata  all’Istituto Italiano di Cultura di Washington DC, nella sede dell’Ambasciata, la mostra di Dario Zucchi “Fotografie Nuove e Selezionate” in programma sino al 12 luglio ed  introdotta dal curatore Eric Denker e da David Gariff, entrambi della National Gallery of Art di Washington DC.

Nei suoi scatti, Zucchi esplora quegli splendidi legami, solitamente ignoti, tra l’arte moderna e i suoi ammiratori. La ricerca da parte del fotografo di visitatori che mostrano una perfetta combinazione di colori, forme, strutture, e pose da poter essere affiancati a disegni e sculture, cede il passo al piacere della sorpresa e allo shock del riconoscimento.

L’inaugurazione allietata dall’esibizione musicale di Duff Davis alla chitarra e David Ludman al sassofono e flauto (aise)

La mostra ha riscosso entusiatici consensi  dal pubblico che gremiva il grande auditorium. Amico ha avuto il piacere di parlare con l’artista ed ora vi propone la trascrizione della conversazione che potrete ascoltare cliccando sull’immagine.

Dario Zucchi Interview

Audio

Pino Cicala- : Questa e’ la prima mostra in ambasciata qui.

Dario Zucchi : La prima mostra in ambasciata

P: Ma non a Washington?

D: Nel 2010 avevo fatto quella ad ArtScope.

P: Me la ricordo benissimo e poi c’è quella di Pisa.

D: Due a Pisa. Una che è stata molta importante l’anno scorso dove ho messo in mostra 54 fotografie ed era la mostra solo per me in tutto il museo ed è stata su 5 mesi.

Un bellissimo successo. Poi nell’Aprile di quest’anno ho avuto l’opportunità di andare a Pisa per l’inaugurazione di un’altra mostra completamente scollegatta con le mie fotografie che si chiama la Botanic Art in the Third Millenium. E di improvviso, i miei amici di Pisa mi hanno mandato un email chiedendomi una fotografia per questa mostra. E io c’è ho messo un po’ di tempo perché prima di tutto non avevo più lontana idea che cosa fosse la Botanic Art. Però sono riuscito a fare una foto e io l’ho mandata, e gli è piaciuta moltissimo ed è adesso in questa mostra.

E la prima volta che mi capita di fare una fotografia su commissione su un tema di cui non sapevo assolutamente nulla. Avevo visto sul Washington Post US Botanic Garden, uno mostra di fotografie, allora sono andato là ho dato un’occhiata in effetti in una sala c’èrano delle fotografie fatte di una signora della Virginia dove c’èrano ingrandimenti, di piccoli fiorellini selvatici. E questi erano carini però dovevo trovare un sistema di fare una immagine mia secondo il mio stile e ho passato tre giorni in piedi fintanto che l’ultimo giorno mentre aprivo la porta per andare in questa sala mi sono trovato una bambinetta di tre anni più o meno che era una delizia. Era nera, e aveva le treccine messe insieme in nodini e alla fine di ogni treccina c’erano dei tubetti di plastica colorati che come se facessero dei mazzolini di fiori sulla sua testa. E quando visto questa cosa a momenti svenivo perché quello che cercavo senza sapere che cosa stessi cercando. Allora, ho chiesto permesso alla signora che la accompagnava di farsi togliere quel giubbotto che aveva sopra una t-shirt rosa. Ho messo questa bambinetta davanti ad alcune di queste fotografie e all’inizio era tutta stiff, poi pian pianino si è sciolta e ha cominciato a muoversi in un modo così gentile e spontaneo oltretutto non si rendeva conto che i fiori erano delle fotografie ad un certo punto ha allungato le manine per cercare di cogliere i fiori, quindi io click click click a fare fotografie intanto sono venute fuori parecchie molto buone, ho parlato con Eric Denker il curatore, lui ha fatto una selezione e ne ha mandato quattro a Pisa un sabato pomeriggio e la  domenica mattina, ricevo da Pisa una  email: Fantastiche, scegliamo questa . E quindi l’ho fatta stampare, l’ho mandata, bella, grande, adesso la lascio in questa mostra e sono molto contento. Poi ho avuto anche l’occasione di arrivare in Europa il giorno prima. Quindi, sono stato là e è stato un gran successo.

P: Eric Denker sarà alla tua mostra?

D: E lui è anche il curatore della mostra

P: …all’ambasciata. È’ grande Eric.

D: È bravissimo e poi adesso siamo…

P: È’  un italiano di adozione.

D: Sì probabilmente più italiano di tanti italiani che vivono qua

P: Parlaci di questa mostra, questa nuova mostra qui nell’ambasciata.

D: Questa è una mostra delle fotografie praticamente di alcuni pezzi da novanta che avevo fatto precedentemente ma la grandissima parte sono foto molto recenti che io ho fatto dopo la mostra di Pisa. Perché la mostra di Pisa mi ha dato veramente un entusiasmo, la carica

. Allora, quando son’ tornato l’autunno scorso e anche questo inverno ho cominciato ad andare in giro a cercare di fare altre foto e pian pianino mi rendo conto che mi sto evolvendo un pochettino perché ormai sono più mirato quando vado nei musei. Adesso so un po’ meglio che cosa cerco anche se non ho la più lontana idea di quello che troverò. Cerco di andare anche in musei nuovi perché la National Gallery ha belle cose ormai sono anni che ci passi così, come gli altri musei qua a Washington. Mentre invece andando fuori, a Chicago, Philadelphia, Richmond, a Baltimore e trovo quadri nuovi che mi danno la possibilità di vedere delle immagini nuove.

P: Hai detto quadri, sempre sono quadri?

D: Invece anche una parte di scultura, ma di scultura sono molto più difficili da fare per il mio tipo di fotografia perché in genere il background di scultura è confuso. E quindi allora non riescono bene.

P: Cioè c’è sempre un quadro

D: Beh questa è un po’ la nicchia che mi sono trovato perché per la verità fare foto di natura come le fanno tutti però si vedono quando vai con l’Internet, vedi delle serie delle fotografie di natura o di ambienti o di qualsiasi genere che sono meravigliose, ed io non sono capace di fare quelle cose così belle.

 

P: Però è la tua nicchia perché c’è il talento, la mano del maestro.

D: C’è tanta gente che sa fare delle cose benissimo ,però quelli non so come mi sia venuta l’idea magari si è creato per il conto suo ad un certo punto trovo che questo qua sia una cosa diversa che mi entusiasma perché è sempre nuova. Perché ogni volta che io vado in un museo evidentemente cerco qualcosa ma non ho la più lontana idea di che cosa posso trovare. Quindi il piacere della sorpresa è una cosa fondamentale.

P: È’ una scoperta continua.

D: Esattamente .Nei musei nuovi non so che quadri ci siano. Quindi la prima cosa che faccio quando vado in un museo nuovo è isolare i quadri che mi danno la possibilità di sperare che succeda qualcosa. Dopo di che, devo mettermi pazientemente aspettare. Però io non so che cosa succederà fino il momento in cui succede. Ed io non ho la più lontana idea.

Ho due diversi sistemi di caccia uno è quello: vedo un quadro che mi sembra che abbia di potenziale allora mi fermo lì davanti a quel quadro e aspetto che succeda qualcosa. Questo qualcosa può essere un visitatore che per un qualsiasi motivo passando, fermandosi davanti quel quadro. Crea un immagine che io riesco a capitare allora devo essere assolutamente pronto a scattare la macchina, scattare l’otturatore. Un altro è quello invece di pedinare il visitatore. Quando vedo che c’è un visitatore che o per come vestito o per un po’ di capigliatura, io non ho la più lontana idea ma che incuriosisce. Allora lo pedino e se per caso passa davanti a un quadro che vedo che può essere, può creare una combinazione interessante e allora, click click click faccio le foto così e da mille foto magari due or tre vengono fuori interessanti.

P: Quanto durerà questa mostra?

D: Chiudono il dodici di luglio.

 

P: Ci sono tante altre mostre in programma
D: Per la verità, sempre tra me ed Eric, ho fatto l’application per far una mostra, nel 2014 o 2015 all’ Artisphere a Rosslyn. Sono convinto che queste sono molto molto megliori  di quelle che c’erano al Arts Club..

P: Quelle erano bellissime.
D: Eh sì allora se ti piacevano quelle là queste qua ti piacciono di più.

P: Grazie ancora di questa conversazione

D: Eh grazie a te

P: Ci ha portato proprio dentro

D: No è un gran piacere

P: Il piacere è il mio. Auguri ancora.

D: Grazie, ciao.

P: Ciao.

 

(ndr) Per visitare la mostra bisogna chiamare IIC 202-518-0998 e fare un appuntamento. Fra le 10 del mattino e  le 4 del pomeriggio da lunedì a venerdì.

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