juno_gioveWashington DC, 16 giugno 2016 – L’arrivo della missione Juno nell’orbita di Giove, previsto per il 4 luglio 2016, segnerà un altro importante traguardo della collaborazione storica tra l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e la NASA nell’esplorazione dei pianeti esterni del nostro sistema solare. Infatti, dopo la missione Cassini, realizzata in partnership e dedicata al sistema di Saturno, l’Italia ha i suoi strumenti a bordo anche su Juno. Si tratta dello spettrometro a immagini infrarosse JIRAM (Jovian InfraRed Auroral Mapper), realizzato dalla Divisione Avionica di Leonardo-Finmeccanica sotto la guida scientifica dell’Istituto Nazionale di Astrofisica e del KaT (Ka-Band Translator) per esperimenti di radioscienza realizzato da Thales Alenia Space Italia sotto il coordinamento scientifico dell’Università La Sapienza di Roma. Entrambi questi strumenti, fondamentali per la missione, sono l’ultima evoluzione di due strumenti di assoluta eccellenza tecnologica italiana già presenti in molte altre missioni come VenusExpress intorno a Venere, Cassini intorno a Saturno, Rosetta sulla la cometa Churyumov-Gerasimenko e Dawn in orbita intorno a Cerere. Nel futuro immediato, con l’inizio della fase di operazioni scientifiche intorno a Giove e con il lancio, previsto nel 2018, della missione europea BepiColombo, scienziati italiani osserveranno tutti i corpi del sistema solare ad eccezione di Urano e Nettuno, dove nessuno però è ancora andato, utilizzando strumenti italiani.

 

 

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