ROMA\ aise\ – Francesca La Marca, deputata PD eletta nella Circoscrizione Estero, ha presentato – insieme alla capogruppo del PD Donata Lenzi – un’interrogazione a risposta in Commissione Affari Sociali e Sanità per garantire anche ai cittadini italiani nati all’estero le cure ospedaliere urgenti gratuite in Italia durante un soggiorno temporaneo.

Nella sua interrogazione, alla quale dovrà presto rispondere il ministro della Sanità o un suo delegato, la parlamentare sottolinea che “ogni anno migliaia di cittadini italiani residenti permanentemente all’estero, in Paesi non appartenenti all’Unione europea e con i quali non vige una convenzione bilaterale in materia di assistenza sanitaria o vige una convenzione parziale, rientrano in Italia per periodi di tempo che variano da alcune settimane ad alcuni mesi, e a volte sono costretti a ricorrere alle cure mediche urgenti nel nostro Paese”.

“I cittadini italiani”, spiega la parlamentare, “che trasferiscono o hanno trasferito la residenza in uno Stato con il quale non è in vigore alcuna convenzione con l’Italia – o è in vigore una convenzione parziale – perdono il diritto all’assistenza sanitaria da parte dello Stato italiano, sia in Italia che all’estero, all’atto della cancellazione dall’anagrafe comunale e della iscrizione all’AIRE, fatta eccezione per i lavoratori di diritto italiano in distacco, che mantengono il diritto all’assistenza sanitaria in Italia e all’estero. Infatti l’iscrizione all’AIRE (Anagrafe italiani residenti all’estero) o il diritto di voto in Italia, non aprono un diritto all’assistenza sanitaria in Italia”.

“Tuttavia ai sensi dell’articolo 2 del decreto interministeriale Sanità/Tesoro del 1° febbraio 1996”, ricorda La Marca, “è prevista l’erogazione gratuita dell’assistenza sanitaria in Italia limitatamente alle prestazioni ospedaliere urgenti (pronto soccorso) per un periodo massimo di 90 giorni per i cittadini italiani residenti all’estero, temporaneamente in Italia, a patto che siano titolari di pensione italiana o che abbiano lo status di emigrato; per ottenere le prestazioni ospedaliere urgenti è necessario presentare un attestato rilasciato dal consolato competente che attesta lo stato di emigrato; in mancanza dell’attestato del consolato, può essere sottoscritta una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà in cui si dichiara, oltre al proprio stato di emigrato, che non si è in possesso di una copertura assicurativa pubblica o privata contro le malattie”.

“Purtroppo”, stigmatizza l’on. La Marca, “dall’assistenza gratuita per cure urgenti ospedaliere sono esclusi i cittadini italiani nati all’estero i quali se dovessero ricorrere a tali cure durante il loro soggiorno in Italia sarebbero tenuti al rimborso delle cure erogate; tale esclusione – sebbene non prevista esplicitamente nel Decreto 1 febbraio 1996 – è indicata nel sito del Ministero della Sanità, alla voce “Cittadini italiani residenti all’estero” dove lo stato di emigrato è definito come quello di “coloro che hanno acquisito la cittadinanza italiana sul territorio nazionale, nati in Italia””.

“È evidente”, arguisce la parlamentare italo-canadese, “l’incongruenza della normativa che garantisce le cure ospedaliere urgenti gratuite esclusivamente a cittadini italiani pensionati residenti all’estero che rientrano temporaneamente in Italia e inoltre a tutti coloro nati in Italia che sono emigrati all’estero e che ottengono l’attestato di “soggetto emigrato” dal consolato di riferimento, mentre le stesse  cure sono invece corrisposte a pagamento, spesso molto oneroso,  per tutti i cittadini italiani nati all’estero anche se figli di cittadini italiani nati in Italia ai quali invece viene erogata l’assistenza gratuita”.

L’on. Francesca La Marca chiede quindi nella sua interrogazione quali iniziative urgenti il ministro della Sanità intenda intraprendere, “nel rispetto della Costituzione italiana che prevede l’uguaglianza dei cittadini davanti alla legge e la tutela della salute quale diritto fondamentale, per eliminare la disparità di trattamento nei confronti di cittadini italiani che risiedono all’estero, in Paesi non convenzionati con l’Italia e che rientrano per soggiorni temporanei nel nostre Paese ma, solo per il fatto di essere nati all’estero, di non essere titolari di pensione italiana o di non vedersi riconosciuta la qualifica di “emigrato” da parte del Consolato di riferimento, sono costretti a pagare le cure urgenti ospedaliere, spesso molto onerose, nel caso in cui siano sprovvisti di assicurazione pubblica o privata”. (aise)

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