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(NoveColonne ATG) Roma – Diceva il poeta argentino Jorge Luis Borges che il mare abbia la facoltà di unire e separare nello stesso tempo. Sta soprattutto agli uomini, però, in particolare al loro cuore, far sì che le distanze tra sponde opposte possano essere annullate. Ne è un esempio quanto accaduto presso il porto di Maputo, in Mozambico, dove il 30° Gruppo navale della Marina militare (portaerei Cavour, rifornitrice Etna, fregata Bergamini e pattugliatore Borsini), impegnato nella Campagna navale “Il Sistema Paese in movimento”, ha sostato dal 24 al 31 gennaio consentendo diverse operazioni di assistenza (sanitaria e non) per i bambini del posto. In quei giorni il personale volontario di “Operation smile” (Fondazione costituita da volontari medici, infermieri e operatori sanitari che realizzano missioni umanitarie in oltre 60 Paesi del mondo, per correggere con interventi di chirurgia plastica ricostruttiva gravi malformazioni facciali come il labbro leporino e la palatoschisi, esiti di ustioni e traumi) imbarcato sulla portaerei Cavour, con il supporto della Croce rossa italiana e del personale sanitario di bordo ha svolto attività di assistenza umanitaria a favore dei bambini africani. Nello specifico i medici hanno effettuato 40 screening e 29 interventi durante la sosta di Maputo. Dall’inizio della Missione umanitaria con la Marina militare iniziata lo scorso 10 gennaio a Mombasa (Kenya) sono stati effettuati un totale di 82 screening e 64 operazioni, perlopiù interventi di labiopalatoschisi, il cosiddetto “labbro leporino”, ma anche esiti cicatriziali di ustioni o traumi. “In 24 ore solitamente i pazienti vengono dimessi, ma grazie alle disponibilità logistiche della portaerei Cavour possiamo offrire loro l’opportunità di trattenersi a bordo garantendo alloggi confortevoli con colazione, pranzo e cena a titolo totalmente gratuito” sottolinea Maila Gatti, responsabile di Operation Smile Italia imbarcata sulla portaerei Cavour. Ad assicurare l’assistenza post-operatoria saranno gli operatori in loco, affiancati da studenti mozambicani della facoltà di medicina. Questa è la prima volta che Operation Smile opera in Mozambico. A bordo della nave Etna, invece, con il contributo dell’intero equipaggio e delle infermiere volontarie della Cri, i medici volontari della fondazione Francesca Rava N.P.H. Italia Onlus hanno effettuato visite oculistiche optometriche a 547 bambini dai 3 anni in su, donando 42 occhiali assemblati al momento, curato congiuntiviti e riscontrato patologie. Una prima visita autorefrattometrica valuta la convergenza e l’allineamento degli assi visivi – spiega Lorena Russo, optometrista volontaria – la successiva visita prevede un accertamento medico-oculistico che consente di valutare la presenza di eventuali patologie. Se in questa fase sono presenti anomalie, il paziente viene sottoposto ad esame visivo con relativa prescrizione di occhiali. Maputo ha segnato la seconda tappa per gli interventi umanitari della fondazione Francesca Rava nell’ambito della Campagna navale, consentendo fino ad ora di raggiungere un totale di 939 visite a favore di bambini e di donare 137 occhiali. “Non si tratta solo di interventi chirurgici e visite oculistiche, ma anche e soprattutto di donare una vita nuova a chi, molto spesso, viene emarginato” sottolinea l’ammiraglio di divisione Paolo Treu, comandante del 30° Gruppo navale. Le navi italiane, partite da Civitavecchia il 13 novembre scorso, proseguiranno la navigazione per Città del Capo, in Sudafrica, dove giungeranno il 5 febbraio. Per far sì che il mare continui ad unire.

 

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