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ROMA\ aise\ – La Corte suprema indiana ha ammesso il ricorso dei due marò contro l’utilizzo della polizia Nia antiterrorismo e ha sospeso il processo a loro carico presso il tribunale speciale. La prossima udienza che entrerà nel merito del ricorso si terrà tra quattro settimane.

La notizia è giunta oggi da New Delhi, dove la magistratura indiana della tesi che la Nia può occuparsi solo di casi di terrorismo. Il ricorso accolto “contesta in toto il diritto dell’India a condurre l’inchiesta e a giudicare i marò”, hanno detto Secondo fonti legali al termine dell’udienza.
Le opzioni della Corte erano tre, come aveva spiegato l’inviato del Governo per i marò, Staffan de Mistura, mercoledì in Parlamento: un nuovo rinvio, il mantenimento della competenza della Nia o una soluzione di “make up” che vede l’esclusione della Nia, pur restando il caso affidato al suo capo. Lo stesso de Mistura aveva assicurato che i marò non si sarebbero presentati al processo. “La posizione italiana è divenuta ferma: niente processo in India ed internazionalizzazione costante della questione”. L’Italia dunque ha detto chiaramente di non riconoscere la giurisdizione indiana sul caso e che non presenterà i due militari in tribunale.
Anche per questo ieri il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, aveva sollevato il caso durante il suo incontro con il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, a Villa Madama. “Abbiamo parlato della vicenda dei due marò illegalmente trattenuti in India. Ho ringraziato il governo degli Usa per il supporto dato in questa fase di discussione internazionale e ho chiesto al presidente Obama di poter contare su un ulteriore appoggio e sostegno”, ha detto Renzi in conferenza stampa. (aise)

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