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ROMA\ aise\ – Si sarebbe dovuta tenere oggi, 18 febbraio, a New Delhi l’udienza sul caso dei marò, Salvatore Girone e Massimiliano Latorre, ma la Corte Suprema indiana ha deciso oggi l’ennesimo rinvio, il 26° da quando ha avuto inizio l’odissea dei due fucilieri di Marina ed il sesto in Corte Suprema.

L’udienza si dovrebbe ora tenere – ma il condizionale è ormai d’obbligo – lunedì prossimo, 24 febbraio, alle ore 14 (le 9.30 in Italia).

La Corte ha ritenuto necessario il rinvio per avere una risposta scritta del governo sulla possibilità di applicare al caso la legge anti-terrorismo e anti-pirateria (Sua Act), che invece la difesa italiana ritiene inapplicabile.

Ma per il ministro degli Affari Esteri, Emma Bonino, il rinvio deliberato questa mattina dalla Corte Suprema indiana è “inaccettabile” e di fronte alla “manifesta incapacità indiana di gestire la vicenda”, ha aggiunto, “l’Italia proseguirà e intensificherà il suo impegno per il riconoscimento dei propri diritti di Stato sovrano in conformità con il diritto internazionale”.

“L’obiettivo principale dell’Italia resta quello di ottenere il rientro quanto più tempestivo in Patria dei due Fucilieri”, ha ribadito il ministro Bonino, che ha annunciato di aver “disposto l’immediato richiamo a Roma per consultazioni dell’ambasciatore a New Delhi, Daniele Mancini”.

“La misura è colma ed ancora più grande è lo sdegno che investe tutta la nazione e che non può non propagarsi all’intera comunità internazionale”, è stato il commento a caldo del ministro della Difesa, Mario Mauro. “Su questo caso non c’è giustizia”, ha aggiunto: “siamo di fronte ad un comportamento ambiguo ed inaffidabile delle autorità indiane”.

Ed “è troppo” anche per l’inviato del governo italiano, Staffan de Mistura, per il quale si tratta “chiaramente” di “un segno della difficoltà del governo indiano”. De Mistura ha annunciato che invierà “immediatamente un rapporto a Roma e il governo deciderà quali posizioni assumere”.

“Ad un ulteriore rinvio noi opponiamo un ulteriore ultimatum”, ha detto ANCORA De Mistura, per il quale “adesso a Massimiliano Latorre e Salvatore Girone deve essere concesso di lasciare l’India. Rinviino pure quanto vogliono, purché i nostri militari tornino in Italia”. (aise)

 

L’AMBASCIATORE INDIANO A ROMA CONVOCATO D’URGENZA ALLA FARNESINA

Il segretario generale del Ministero degli Esteri, Michele Valensise, ha convocato oggi con urgenza alla Farnesina l’Ambasciatore dell’India, Basant Kumar Gupta, per esprimere lo sconcerto e la profonda delusione del governo italiano per l’ennesimo rinvio da parte della Corte Suprema dell’esame del caso dei Fucilieri di Marina Latorre e Girone.

“Il comportamento dilatorio delle autorità giudiziarie indiane a distanza di due anni dall’incidente – ha ribadito il segretario generale – è inaccettabile e denota una volontà indiana di procrastinare la vicenda oltre ogni limite, anche a fronte di autorevoli prese di posizione di diverse organizzazioni internazionali”. L’ambasciatore Gupta ha assicurato che informerà tempestivamente le sue autorità.

La convocazione dell’Ambasciatore indiano fa seguito all’ennesimo rinvio deciso stamane della Corte Suprema indiana che rinviato l’udienza sul caso dei Maro’ a lunedì prossimo, 24 febbraio alle 14 (le 9,30 in Italia), in attesa di una risposta scritta del governo sull’applicabilità o meno per questo caso della legge per la repressione della pirateria (Sua act).

Da due anni Massimiliano Latorre e Salvatore Girone sono trattenuti in India con l’accusa di aver ucciso due pescatori del Kerala scambiandoli per pirati, mentre erano imbarcati sul mercantile italiano “Enrica Lexie” nell’ambito in una missione internazionale anti-pirateria. La magistratura indiana tuttavia non ha ancora contestato loro un capo di imputazione. Il procuratore generale indiano nelle scorse settimane ha chiesto alla Corte Suprema che i militari italiani siano processati per il reato di violenza (pena massima 10 anni) sulla base della legge anti-pirateria e anti-terrorismo (Sua Act). L’ipotesi che i marò italiani possano essere processati per terrorismo ha suscitato durissime proteste non solo dall’Italia, ma anche dall’Unione europea e dalla Nato.

All’inizio dell’udienza di oggi, il trattamento del caso è stato ritardato di circa 20 minuti per l’assenza del procuratore generale G.E. Vahanvati. Risolto il problema, il procuratore ha ribadito che il governo indiano sta riesaminando l’applicabilità del Sua Act, affidando al ministero della Giustizia il compito di dare una opinione definitiva al riguardo. Anche perché, ha aggiunto, ci sono state forti proteste internazionali contro l’utilizzo della legge anti terrorismo.

Prendendo a sua volta la parola, l’avvocato dei marò Mukul Rohatgi ha ricordato che nell’ultimo anno il governo ha cambiato posizione per sei volte e che la vicenda va avanti da ben due anni senza una formulazione dei capi di accusa. Durante l’intervento del legale indiano, l’inviato governativo Staffan de Mistura si è alzato in piedi per dare simbolicamente maggiore peso al passaggio in cui Rohatgi ha ripetuto che “l’Italia non può accettare di essere assimilata a uno Stato terrorista”. Rivolgendosi al rappresentante del governo, il giudice B.S Chauhan ha sostenuto che non si può continuare con i rinvii ed ha fissato il termine di lunedì per presentare un’opinione scritta con la “soluzione” offerta dal governo per processare i marò.

La questione dell’applicabilità o meno della legge per la repressione della pirateria (Sua Act) al caso dei marò è in mano al ministero della giustizia indiano. Lo ha dichiarato all’ANSA il procuratore generale G. E. Vahaanvati. ”Stiamo cercando di venirne fuori – ha spiegato – e lunedì avremo una risposta definitiva per questo problema”.

“Ad un ulteriore rinvio noi opponiamo un ulteriore ultimatum” ha dichiarato l’inviato del Governo De Mistura all’uscita dall’udienza. “Comunque sarà Roma che deciderà nelle prossime ore la linea da prendere davanti a questa situazione. Non è che con questa tattica dilatoria e qualche minima concessione l’India riuscirà a calmare il nostro sdegno”.

De Mistura non ha escluso che il documento della Procura possa essere depositato già venerdì e quindi visionato anche dai legali di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone. L’avvocato Rohatgi, inoltre, ha insistito con la richiesta che, in attesa che si sblocchi la situazione e inizi il processo, i due Fucilieri siano autorizzati a tornare temporaneamente in Italia. (aise)

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