Marò

ROMA – In relazione agli sviluppi in India della vicenda dei marò, il ministero degli Affari Esteri, a nome del Governo italiano, fa presente in una nota che la decisione della Corte Suprema di precludere al nostro ambasciatore, Daniele Mancini, di lasciare il Paese senza il permesso della stessa Corte costituisce una evidente violazione della Convenzione di Vienna sulle relazioni diplomatiche che codifica principi universalmente riconosciuti. Continuiamo a far valere anche formalmente questo principio, fondamentale per le relazioni tra gli Stati, e principio-cardine costantemente ribadito dalla Corte Internazionale di Giustizia.

L’Italia continua a ritenere che il caso dei suoi due fucilieri di Marina debba essere risolto secondo il diritto internazionale. In questo senso abbiamo proposto di deferire all’arbitrato o altro meccanismo giurisdizionale la soluzione del caso.

La nostra richiesta alle autorità indiane di avviare consultazioni sulla base degli articoli 100 e 283 della Convenzione sul Diritto del Mare non ha sinora ricevuto riscontro. Tale percorso era stato indicato dalla stessa sentenza della Corte Suprema indiana del 18 gennaio e più volte in passato proposto dall’Italia. Diniego indiano abbiamo altresì registrato, nella medesima occasione, all’ulteriore nostra proposta di consultazioni tra esperti giuridici.

Tale posizione da parte dell’India ha modificato lo scenario e i presupposti sulla base dei quali era stato rilasciato l’affidavit. Nelle mutate condizioni il rientro in India dei fucilieri sarebbe stato in contrasto con le nostre norme costituzionali (rispetto del giudice naturale precostituito per legge, divieto di estradizione dei propri cittadini, art. 25, 26 e 111 della Costituzione). Le nostre richieste di rogatoria per consentire i procedimenti penali aperti in Italia rimangono tuttora prive di riscontro.

Per questi motivi, il Governo italiano è giunto alla determinazione, dopo essersi a lungo impegnato per una soluzione amichevole della questione, di formalizzare l’11 marzo l’apertura di una controversia internazionale.

L’Italia ribadisce infine la propria convinta volontà di pervenire a una soluzione della vicenda, avviando ogni utile consultazione. Ciò nello spirito delle amichevoli relazioni che desidera mantenere con l’India, nella consapevolezza della importanza dell’India, sia sotto il profilo bilaterale sia sul piano delle sfide e delle responsabilità globali che ci accomunano. (Inform)

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