ROMA\ aise\ – Nonostante le ultime dichiarazioni rese ieri dal ministro della Difesa indiano, A.K. Antony, il procuratore generale indiano G. E. Vahanvati ha presentato oggi l’opinione del governo favorevole ad abbandonare il Sua act per la repressione della pirateria, ma ha chiesto che i capi di accusa vengano formulati dalla polizia Nia. La difesa si è opposta a quest’ultima ipotesi e il giudice ha fissato una nuova udienza tra due settimane, al prossimo 7 marzo.

Continua dunque il tira e molla diplomatico che ruota attorno ai due fucilieri di Marina italiani, Massimiliano Latorre e Salvatore Girona, accusati di aver ucciso due pescatori a largo della costa del Kerala nel febbraio 2012, mentre erano in missione antipirateria a bordo di un nave commerciale italiana.

Abbandonare il Sua act significherebbe che i due marò non sarebbero processati come presunti terroristi. Il procuratore generale della Corte suprema indiana, G E Vahanvati, ha informato che il governo ha accettato il parere del ministero della Giustizia secondo cui i militari italiani non devono essere incriminati in base a quella legge. La stessa Corte ha deciso anche di esaminare la richiesta del governo italiano di contestare la giurisdizione della National Investigation Agency (Nia) sul caso.

Interpellato dai giornalisti, il ministro Antony – che è originario dello Stato del Kerale – aveva negato che vi fossero cedimenti del governo sul processo dei marò. “Stiamo andando avanti su questa vicenda in base alle leggi indiane”, aveva detto, assicurando che “non c’è spazio per compromessi” e che non l’India non avrebbe fatto “marcia indietro” sui marò: “saranno processati con le leggi del nostro Paese”.

La situazione sembra invece poter prendere un’altra piega, più favorevole alle richieste di Italia ed Unione Europea.

Proprio in Italia, dopo l’incarico alla guida del nuovo esecutivo, Matteo Renzi aveva chiamato i marò per esprimere loro la propria vicinanza e determinazione affinché possano presto tornare a casa. “Consideriamo il vostro caso una priorità”, aveva sottolineato Renzi a Latorre e Girone. “Siamo pronti a fare tutto quanto è in nostro potere per arrivare il più rapidamente possibile ad una soluzione positiva”.

Poi, nel loro primo giorno da ministri rispettivamente degli Esteri e della Difesa, Federica Mogherini e Roberta Pinotti hanno telefonato anche loro ai due fucilieri italiani, confermando la determinazione del governo a fare tutto il possibile per riconsegnarli quanto prima alle loro famiglie.

RENZI E I NEO MINISTRI MOGHERINI E PINOTTI TELEFONANO A LATORRE E GIRONEaroarch

Il ministro Pinotti ha ringraziato Latorre e Girone per la dignità dimostrata nell’affrontare una prova così dura durante i due lunghi anni in cui sono stati trattenuti in India. “Siete il mio primo pensiero e il primo del nuovo governo”, ha dichiarato con parole affettuose Pinotti.

Nel corso della conversazione il ministro Mogherini ha ribadito come il caso resti prioritario, garantendo la continuità di attenzione al riguardo da parte dell’attuale governo, anche circa gli aspetti di internazionalizzazione della vicenda ed il possibile ricorso a tutti gli strumenti consentiti. (aise)

 

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