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(NoveColonne ATG) Roma – Prima il ministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, Paolo Gentiloni, poi il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella: l’Italia è compatta nel ribadire l’urgenza di risolvere il caso dei due marò, proprio quando si delinea un nuovo braccio di ferro giudiziario e diplomatico. “L’Italia è un Paese pronto a proteggere i propri cittadini e intende continuare a battersi con determinazione affinché Massimiliano Latorre possa rimanere in Italia e Salvatore Girone vi possa rientrare al più presto” ha assicurato Mattarella in occasione dell’undicesima conferenza degli ambasciatori d’Italia, ospitata alla Farnesina. Un impegno espresso pochi minuti prima da Gentiloni, il quale ha garantito che il governo farà di tutto “per difendere le ragioni dei due fucilieri di Marina nelle sedi internazionali che l’Italia ha deciso di attivare”. Gli interventi di Mattarella e Gentiloni si inseriscono in un momento delicato per la vicenda dei due marò, accusati di aver ucciso, il 15 febbraio 2012, due pescatori indiani scambiati per pirati, mentre si trovavano in missione a bordo della petroliera Enrica Lexie, a largo delle coste dello Stato del Kerala. New Delhi ha deciso, infatti, di dare battaglia nell’udienza del 10 agosto al tribunale internazionale del diritto del mare (Itlos) di Amburgo, quando verrà esaminata la richiesta italiana di misure cautelari a favore dei marò. Ad annunciare il muro contro muro al quotidiano “The Hindu”, è stato l’Additional Solicitor General, P.S. Narshima, che sosterrà le tesi dell’India davanti al collegio giudicante in Germania. L’Italia, nel ricorso all’Itlos del 21 luglio scorso, aveva sottolineato che dalla petroliera Enrica Lexie furono sparati solo colpi di avvertimento e che una piccola imbarcazione non identificata fu avvistata mentre era in rotta di collisione con la nave. L’India si opporrà alle misure cautelari (il rientro di Girone e la permanenza di Latorre in Italia) e rivendicherà la sua giurisdizione per processare i reati commessi nel Paese. La diplomazia del governo Renzi dovrà quindi confrontarsi con la posizione di chiusura di New Delhi, che contesterà all’Italia anche di non aver esaurito tutte le procedure legali previste dalla legge indiana prima di presentare istanze all’Itlos. A difendere le ragioni dell’Italia nell’udienza di Amburgo sarà l’equipe giuridica anglo-italiana guidata da Daniel Bethlehem e Michael Wood, in passato consiglieri giuridici del Foreign Office britannico e massimi esperti di diritto internazionale marittimo.

 

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