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ROMA\ aise\ – “Il primo Ventaglio è stato offerto al Presidente Zanardelli: era un piccolo ventaglio con le firme dei giornalisti parlamentari. Oggi il Ventaglio non riuscirebbe a contenerle tutte, e questa è una dimostrazione della diffusione dell’informazione, dell’aumento del suo pluralismo, ed è una condizione importante e provvidenziale che registriamo”. Così il Presidente della RepubblicaSergio Mattarella che questa mattina ha ospitato al Quirinale la tradizionale cerimonia di consegna del “Ventaglio” da parte del Presidente dell’Associazione Stampa Parlamentare, Sergio Amici, alla presenza dei componenti del Consiglio direttivo, degli aderenti dell’Associazione e di personalità del mondo del giornalismo.
Il Ventaglio consegnato al Capo dello Stato è stato realizzato da Fabiola Napoli, vincitrice del concorso indetto dall’Associazione Stampa Parlamentare di concerto con l’Accademia di Belle Arti di Roma.
“I Presidenti delle Camere – ha proseguito Mattarella – ricevono il Ventaglio non più per il caldo estivo come nel 1893, ma forse anche per il caldo di alcuni momenti parlamentari, per i momenti caldi che i dibattiti possono presentare. Qui non è così, qui c’è una maggiore estraneità rispetto ai momenti di tensione, però in fondo c’è un parallelo, un’analogia: anche i Presidenti delle Camere sono degli arbitri nell’ambito delle Assemblee che presiedono”.
Quanto a lui, “la partita è ancora in corso e queste valutazioni si fanno a partita conclusa”, per il momento “non ho motivo di lamentarmi del comportamento”.
Tutti “dobbiamo essere consapevoli che accanto ai diritti vi sono doveri, che la rivendicazione assolutamente legittima, e da tutelare dei diritti, va accompagnata sempre dalla consapevolezza di doveri e limiti. Questo delimita un elemento che vorrei sottolineare: la nostra Costituzione è presidiata da regole che vanno rispettate rigorosamente. Vanno rispettate in tutta la loro portata. Non possono essere violate neppure per intenzioni che si ritengono buone, anche perché chi potrebbe arrogarsi il diritto di decidere quali finalità sono buone e quali non lo sono? Le regole vanno rispettate perché sono il presidio della democrazia, vanno rispettate tutte”.
“Tra queste – ha sottolineato – c’è quella che prevede il rispetto dei propri limiti e delle competenze altrui. Ogni tanto nel nostro Paese affiora la tendenza, peraltro piuttosto diffusa, a straripare dai propri confini, a penetrare nell’ambito di competenze altrui, ad appropriarsi di funzioni che spettano ad altri. È invece una regola sempre da rispettare quella del limite delle proprie competenze, invece, perché è anche la migliore garanzia per la difesa dei confini delle competenze di cui si è titolari. Questo vale anche per il Presidente della Repubblica nei rapporti soprattutto con Governo e Parlamento. Non si può pensare che il Presidente della Repubblica possa intercettare o bloccare scelte politiche che competono al Parlamento o al Governo. Le leggi ad esempio: il Presidente della Repubblica non dispone di un potere di veto, può come è noto soltanto chiedere al Parlamento un riesame e soltanto quando riscontri una chiara violazione della Costituzione, un chiaro contrasto con la Costituzione”.
“Di fronte a scelte che la Costituzione attribuisce ad altri organi il mio dovere è di rispettarle”, ha ribadito. “Ogni Presidente della Repubblica ha le sue idee. Io ho le mie opinioni, ma ho il dovere di accantonarle, perché, se le scelte sono fatte da organi cui queste competono secondo la Costituzione, devo rispettarle e le rispetterò sempre, naturalmente. Vi è una tendenza a confondere la legittimità o il chiaro contrasto con la Costituzione con la valutazione di merito delle scelte. Sono due cose diverse. E ripeto: il Presidente della Repubblica deve accantonare le opinioni personali, il suo parametro di comportamento non può che essere la Costituzione e soltanto le regole che la presidiano, che essa detta per presidiare la democrazia”.
“Nessuno, tantomeno il Presidente della Repubblica, che non ha poteri di scelta politica, è, per usare la sua metafora, un uomo solo al comando nel nostro Paese”, ha quindi aggiunto Mattarella. “Non è possibile in democrazia, e la nostra Costituzione disegna un sistema equilibrato, un accorto e felice sistema di equilibri e di controlli reciproci e di influenze vicendevoli tra organi e poteri dello Stato, e questo equilibrio esiste e rimarrà nella Costituzione. È forse la principale garanzia che presidia il carattere autentico della nostra democrazia, come disegnata dalla Costituzione”.
Costituzione che sta per essere riformata: “naturalmente non entro nel merito di scelte che appartengono soltanto al Parlamento nella sua sovranità”, ma “mi permetto soltanto di sottolineare che un intervento riformatore dell’assetto organizzativo della nostra democrazia ha necessariamente due obiettivi, due finalità: l’efficienza di questo assetto e la partecipazione. Sono i due valori a cui ci si ispira necessariamente in questi casi”.
Quindi, il nuovo appello a combattere corruzione e mafie – “una priorità assoluta” per tutti, un “impegno di civiltà che va condotto dall’intera società” – e allo scenario europeo tra crisi greca e fenomeni migratori che dovrebbero portare l’Europa a “fare una verifica di se stessa”.
“Vorrei ripetere anche qui – ha detto ancora il Presidente – che la democrazia dimostrerà la sua superiorità su altri regimi in base all’esempio che fornisce e presenta rispetto ad altri Paesi, ad altri continenti, in cui non tutti hanno scelto la convivenza democratica. La democrazia affermerà la propria superiorità se riscuoterà riconoscenza e ammirazione per i suoi comportamenti, con l’accoglienza e prestando aiuto a chi è in difficoltà. Questo messaggio sarebbe in grado di sconfiggere il messaggio di odio e di morte seminato dal terrorismo fondamentalista, seminato in tanti Paesi, dal Medio oriente all’Africa e seminato nelle periferie delle città d’Europa”.
Richiamando l’accenno del Presidente Amici all’esigenza di affrontare la questione sociale, di ritrovare nel nostro Paese i fili della sua convivenza, Mattarella ha voluto “mandare, vostro tramite, un messaggio di fiducia e di speranza ai nostri concittadini insieme all’affermazione del massimo impegno nei confronti di chi soffre, di chi è in difficoltà. Vi sono segnali di ripresa. Occorre svilupparli e incoraggiarli, occorre farne un uso il più accorto possibile. Non possiamo abbandonare un’intera generazione di giovani, non possiamo abbandonare il Meridione, non possiamo dimenticare che il lavoro per tutti è un principio della nostra Costituzione. Questo è un obiettivo ambizioso, certamente, ma senza ambizione non c’è politica. La politica è la capacità di fare scelte nell’immediato, contingenti, di fare i passi che è possibile fare ma sempre nell’ambito di una visione di ideali lungimiranti, profondi, altrimenti i passi che si compiono nell’immediato non hanno né logica né prospettiva”.
La democrazia, ha sottolineaot, “non è storicamente separabile della dimensione sociale. La democrazia si afferma e si consolida quando si riduce la forbice delle diseguaglianze, quando crescono per tutti le opportunità sociali. Per le scelte interne al nostro Paese, per l’Europa, ciò che è importante è guardare al futuro, non essere prigionieri delle pareti del presente”.
“Nella Bibbia la moglie di Lot diventa una statua di sale perché guarda indietro. Non dobbiamo compiere questo errore, né Italia né in Europa”, al contrario “dobbiamo guardare avanti, progettare il futuro, perché questa è la strada per governare bene anche il presente”.
Concludendo, Mattarella ha ringraziato i giornalisti per il Ventaglio. “Ho sentito con compiacimento e ammirazione che è ispirato alla lingua italiana. Non so se la scelta che avete fatto sia dettata da patriottismo o dal desiderio di difendere la nostra lingua sovente maltrattata. La nostra lingua è viva, quindi – ha osservato – sottoposta come tutte a un’evoluzione, a una crescita, a uno sviluppo. Bisogna stare attenti però a difenderla, evitando l’uso di acronimi non necessari, di abbreviazioni gergali, di neologismi immotivati o l’oblio della sintassi, che talvolta avviene. La lingua va difesa e il messaggio che voi giornalisti presentate come giornalisti del Ventaglio è un messaggio importante che raccolgo in pieno”. (aise) 

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