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ROMA\ aise\ – “Quello olimpico è un messaggio di universalità, perché, come ha  il Sottosegretario Lotti, le Olimpiadi sono un’occasione di pace, di amicizia, di lealtà, di competizione nel rispetto degli altri”. Così il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che oggi ha ricevuto al Quirinale gli atleti italiani in partenza per i Giochi Olimpici e Paralimpici di Rio de Janeiro 2016.
La folta rappresentanza di atlete e atleti azzurri, tecnici e dirigenti era guidata dal Presidente del Comitato Olimpico Nazionale Italiano, Giovanni Malagò e dal Presidente del Comitato Italiano Paralimpico, Luca Pancalli.
Dopo gli interventi, Mattarella ha consegnato la Bandiera italiana a Federica Pellegrini, designata portabandiera dell’Italia per le Olimpiadi di Rio 2016 e a Martina Caironi, portabandiera dell’Italia alle Paralimpiadi di Rio 2016.
Le Olimpiadi, ha detto Mattarella, “sono l’evento globale più seguito: ogni quattro anni si rinnova questa grande partecipazione e questo coinvolgimento, anche grazie ai mezzi di comunicazione. Alle prossime Olimpiadi prenderanno parte atleti di oltre 200 Paesi. Si prevede che le gare di Rio del prossimo agosto saranno seguite da 4 o 5 miliardi di persone, e tanti seguiranno Paralimpiadi di settembre”.
Il “messaggio di universalità” di questa competizione “costituisce un elemento di speranza che unisce tante persone in tutto il mondo. Non è soltanto passione sportiva: è la speranza che un evento come questo induce nella comunità mondiale; è un grande confronto comune, con regole comuni, che trasmettono universalità proprio grazie a questa condivisione”.
Certo, ha aggiunto, “sarebbe auspicabile se potesse applicarsi anche la più antica delle regole olimpiche, quella che vedeva durante le Olimpiadi il blocco di ogni conflitto. Non siamo a questo punto, purtroppo, nella comunità internazionale, ma il significato delle Olimpiadi va comunque in quella direzione. Per questo è molto importante il vostro ruolo di atleti olimpici”.
“Le Olimpiadi, le Paralimpiadi e le squadre che vi partecipano – ha sottolineato il Capo dello Stato – esprimono anche un valore e un carattere nazionali, raccogliendo un consenso nazionale. Questo non è in contrasto con il massaggio universalistico delle Olimpiadi. Al contrario, i due messaggi si compongono perfettamente. Non c’è contrapposizione alle Olimpiadi e alle Paralimpiadi, ma c’è una competizione che ha un unico obiettivo comune a tutte le squadre, a tutti i partecipanti di qualunque Paese: quello di conseguire traguardi sempre più alti e più avanzati nello sport e nelle varie discipline. Record, tempi, prestazioni, uniti dallo sforzo di tutti per raggiungere obiettivi sempre maggiori, è ciò che rende affascinanti le Olimpiadi e le Paralimpiadi ed è ciò che tiene insieme, in modo armonico, il carattere nazionale e il carattere universalistico delle Olimpiadi”.
Gli effetti, ha aggiunto, “si riverberano anche all’interno di ogni Paese. Nel nostro, in particolare, lo sport svolge un ruolo importante di aggregazione e di integrazione. Nella raffigurazione di discipline diverse, di atlete e atleti tutti diversi tra loro, si rispecchia la complessità e l’articolazione del nostro Paese. Con una caratteristica: le vostre squadre sono una squadra unica per le Olimpiadi e le Paralimpiadi. È auspicabile che divenga così il nostro Paese, formando con le sue diversità, e le sue articolazioni tutte preziose, una squadra coesa che si impegni concordemente”.
Ricordato il ruolo sociale ed educativo dello sport, fondamentale anche per l’integrazione, Mattarella ha voluto citare “due straordinarie figure: un tedesco di nascita e formazione, e inglese di adozione, Ludwig Guttmann, che per primo individuò l’importanza e il valore dello sport per i disabili, e il nostro concittadino, Antonio Maglio, grande personaggio cui si deve la prima Paralimpiade a Roma”.
Già, perché “le Olimpiadi di Roma del 1960 hanno lasciato un segno ulteriore, importante nella comunità internazionale: le prime Paralimpiadi” che si debbono, appunto, ad Antonio Maglio. “Roma lasciò un segno, un’impronta sullo sport mondiale, perché, in realtà, tra i Giochi e il luogo in cui si svolgono vi è una forte interrelazione: le Olimpiadi e le Paralimpiadi incidono sul territorio in cui si svolgono e ne sono influenzate, come è avvenuto a Roma con quell’iniziativa e non soltanto con quella. Anche per questo mi auguro che l’orizzonte di Roma 2024, se avrà le condizioni per realizzarsi, possa perseguire obiettivi di questo rilievo sociale”.
Agli atleti ha assicurato: “avrete gli italiani con voi. Mi auguro personalmente di essere non soltanto con il cuore insieme a voi. Ma l’importante è quel che esprimerete, con i vostri comportamenti e con le vostre prestazioni”. Importanti le medaglie, certo, ma “sono i vostri comportamenti, le vostre prestazioni, i livelli che raggiungerete nei Giochi che daranno onore e terranno alto il nome dell’Italia. Questo è ciò che gli italiani si attendono, su cui contano e che sono sicuri – come lo sono io – che voi realizzerete. Sappiamo tutti – ne sono certo anch’io – che la bandiera che riconsegnerete sarà stata onorata dai vostri comportamenti, dalla vostra responsabilità, dalle vostre prestazioni”.
Infine, il presidente ha rivolto un “saluto particolare” a Federica Pellegrini e a Martina Caironi “alle quali è stato assegnato il ruolo di portabandiera nei Giochi, un ruolo pienamente meritato che rappresenta i livelli eccellenti raggiunti da tutti voi, atlete, atleti e accompagnatori. Loro, nel mostrare la bandiera italiana nel giro che si farà dello stadio di Rio, rappresenteranno il nostro Paese e noi saremo tutti con loro in quel momento, perché la loro presenza, la loro funzione di alfieri, interpreterà tutta la nostra partecipazione. Grazie per quel che avete fatto, grazie per quel che farete e – ha concluso – in bocca al lupo”. (aise) 

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