MATTARELLA: PROSEGUIRE NEL PROCESSO DI INTEGRAZIONE È COMPITO STORICO DI QUESTO TEMPO

ROMA\ aise\ – “Proseguire nel processo di integrazione è un compito storico di questo tempo. Più che mai necessario oggi che l’Europa conosce difficoltà e affanni di fronte alle crisi economiche, all’instabilità finanziaria, alle migrazioni, alle guerre che si combattono nel Mediterraneo e nel Medio Oriente, ai forti squilibri nelle ricchezze e nelle opportunità”. Così ilpresidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel messaggio inviato in occasione del convegno “Il contributo di Aldo Moro all’integrazione europea“, oggi a Bruxelles.
“Quarant’anni dopo il Consiglio europeo di Roma del dicembre 1975, che aprì la strada all’elezione diretta del Parlamento europeo, risulta opportuno il convegno dedicato al contributo di Aldo Moro al processo di integrazione continentale”, si legge nel messaggio.
“Europeista tenace, dotato di visione ampia, l’azione dello statista italiano merita riflessioni che aiutino a ricostruire la sua opera e siano di stimolo ad altri importanti eventi, organizzati nel centenario della sua nascita”. Così Mattarella ricorda Aldo Moro, che “venne barbaramente ucciso, così come gli uomini della sua scorta, da terroristi assassini. Una delle ferite più dolorose e laceranti della storia repubblicana, sulla quale è ancora necessario diradare zone d’ombra. Quel trauma incise profondamente sulla vicenda nazionale, cambiandone il corso stesso”.
Per il presidente Mattarella, però, “la memoria di Moro non può essere confinata ai drammatici giorni del suo sequestro. Oggi è necessario sapersi confrontare in modo pieno con il pensiero, l’iniziativa politica, la tensione morale, le strategie di dialogo dell’esponente democratico-cristiano. L’Europa rappresenta un crocevia decisivo nel disegno di Aldo Moro. Riteneva – come disse nel suo ultimo intervento alla Camera – che “la visione europeista” fosse “connaturale al popolo italiano” e pensava all’Europa unita come fattore di equilibrio internazionale e come motore di cooperazione, di solidarietà, di pace. Moro parlava di Europa politica quando era ancora presente soltanto la Comunità Economica. E il potenziamento del carattere democratico delle sue istituzioni – di cui l’elezione diretta del Parlamento Europeo è stata premessa – era concepito dentro un processo di allargamento delle basi popolari. La forza di un’istituzione – questa è una lezione attualissima di Moro – è fortemente connessa con la sua dimensione democratica e con la sua capacità di inclusione”.
“Proseguire nel processo di integrazione è allora un compito storico di questo tempo”, spiega Mattarella. “Più che mai necessario oggi che l’Europa conosce difficoltà e affanni di fronte alle crisi economiche, all’instabilità finanziaria, alle migrazioni, alle guerre che si combattono nel Mediterraneo e nel Medio Oriente, ai forti squilibri nelle ricchezze e nelle opportunità. L’Europa che Moro immaginava – disse all’Assemblea delle Nazioni Unite – non era “un’entità autarchica” ma “un’unione aperta alla collaborazione internazionale”. Il rafforzamento dell’integrazione era congeniale ad acquisire la coscienza del ruolo internazionale della Comunità europea”.
“Moro fu l’italiano che contribuì a scrivere l’atto finale di Helsinki”, rivendica Mattarella, “passo importante nel superamento della Guerra Fredda. Per Moro l’Europa aveva le sue radici nel Mediterraneo e per questo non poteva disinteressarsene. Il suo convinto europeismo si inseriva in questa visione globale”.
“Con l’augurio di una giornata proficua di lavoro e con la soddisfazione per l’adesione politica così ampia a questa riflessione”, conclude il messaggio del presidente Mattarella, “rivolgo ai presenti il saluto e l’apprezzamento e il saluto più caloroso, nella convinzione che la nostra responsabilità verso l’Europa unita è oggi ancora maggiore di ieri”. (aise) 

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