RIO DE JANEIRO\ aise\ – “Un bagno di folla ha accolto Papa Francesco, giunto in America Latina per la 28ª Giornata Mondiale della Gioventù”. A raccontare la cronaca dello “sbarco” del Pontefice in Brasile è Francesco Rossi, inviato di migrantesonline.it a Rio de Janeiro.

“Letteralmente” un bagno di folla, si legge nell’articolo, che riportiamo qui di seguito. “Giunto all’aeroporto brasiliano poco prima delle 16 ora locale (le 21 di ieri sera in Italia), è salito su una Fiat Idea, un’auto “modesta” per riprendere la raccomandazione che lui stesso aveva rivolto a preti e suore poco più di due settimane fa, e così ha percorso il primo tratto di strada verso il centro della città, con il finestrino abbassato per salutare la gente, mentre la folla si sporgeva verso la vettura, che per alcuni momenti è rimasta pure bloccata dal traffico.

Una “straordinaria esperienza di entusiasmo dei giovani e del popolo”, l’ha definita in serata il direttore della Sala Stampa della Santa Sede, padre Federico Lombardi, cercando di smorzare i toni sui paventati rischi per la sicurezza del Pontefice. E, con fare scherzoso, ha aggiunto che era più preoccupato il segretario del Papa, che è sempre stato “sorridente e contento”. Di sicuro, indaffarati e preoccupati erano gli uomini della sicurezza, che hanno percepito questo “entusiasmo così grande” come un pericolo per l’incolumità del Santo Padre.

In una rete viaria caotica, Papa Francesco è poi salito sulla papamobile, quindi nuovamente sull’utilitaria e infine su un elicottero, con il quale ha raggiunto Palazzo Guanabara, dove ha incontrato la Presidente brasiliana Dilma Rousseff.

“Nell’iniziare questa mia visita in Brasile”, è la parte centrale del suo discorso alle autorità, “sono ben consapevole che, rivolgendomi ai giovani, parlo anche alle loro famiglie, alle loro comunità ecclesiali e nazionali di provenienza, alle società in cui sono inseriti, agli uomini e alle donne dai quali dipende in gran misura il futuro di queste nuove generazioni”.

Questa la prospettiva che il Papa ha sulla GMG, e che già aveva manifestato nel corso del viaggio in aereo: i giovani devono essere visti e considerati nel contesto globale della società, sono per essa una finestra sul futuro come per i loro genitori “la pupilla” degli occhi.

“La gioventù”, ha proseguito nel primo discorso, “è la finestra attraverso la quale il futuro entra nel mondo e quindi c’impone grandi sfide. La nostra generazione si rivelerà all’altezza della promessa che c’è in ogni giovane quando saprà offrirgli spazio; tutelarne le condizioni materiali e spirituali per il pieno sviluppo; dargli solide fondamenta su cui possa costruire la vita; garantirgli la sicurezza e l’educazione affinché diventi ciò che può essere; trasmettergli valori duraturi per cui vale la pena vivere; assicurargli un orizzonte trascendente per la sua sete di felicità autentica e la sua creatività nel bene; consegnargli l’eredità di un mondo che corrisponda alla misura della vita umana; svegliare in lui le migliori potenzialità per essere protagonista del proprio domani e corresponsabile del destino di tutti”.

Un programma alto e impegnativo, che senz’altro dà ragione del calore con cui i giovani di tutto il mondo si preparano ad accogliere il vescovo di Roma nella cerimonia di benvenuto, giovedì a Copacabana”. (aise)

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