ROMA\ aise\ – La plenaria aveva appena approvato un ordine del giorno per sollecitare l’indizione delle elezioni per il rinnovo dei Comites in settembre, così da votare in marzo, quando il ministro degli Affari Esteri, Emma Bonino, come promesso, è giunta in Sala Conferenze Internazionali alla Farnesina per salutare “il suo Cgie”. Ed ha subito assicurato che i Comites saranno rinnovati entro il 2014, perchè viviamo in uno Stato di diritto” e “se ci sono le leggi queste vanno rispettate”. Tuttavia, ha aggiunto, “non posso dirvi se sarà marzo”.

Accolta con calore ed entusiasmo dall’assemblea, Emma Bonino ha ribadito quanto detto poco dopo il suo insediamento a Bruxelles, davanti al parlamento europeo. “Il vostro contributo è essenziale, ne sono coinvinta: noi siamo un Paese che non ha risorse prime, ma abbiamo un’unica risorsa, quella umana”.

L’assemblea, quest’anno, va a coincidere con la ferma volontà, da parte del Ministero e dell’intero governo, di “valorizzare queste risorse” apprezzate in tutto il mondo per “la capacità di inventiva, di adattabilità e anche imprenditoriale degli italiani in giro per il mondo”.

La convocazione della prima assemblea del Cgie nel 2013 va tuttavia anche ad incrociare il difficile momento economico in cui versa l’Italia e l’intera Europa. Un periodo di necessari tagli alle spese, ha sottolineato Bonino, ed anche per questo occorre “che impariamo con le risorse che abbiamo, non a far sopravvivere il Paese, ma a rilanciarlo” orientando i nostri sforzi “per attrarre gli investimenti e vedere come si radicano” nella penisola. Secondo Bonino, infatti, “abbiamo delle difficoltà non tanto a vendere l’Italia all’estero, che si vende da sola – non ho ancora trovato nessuno che abbia antipatie pregiudiziali verso l’Italia – ma siamo poco capaci di attrarre investimenti, anzi, spesso rischiamo di spaventarli”. E per superare questo ostacolo, ha rimarcato il ministro, “c’è un passaggio culturale da fare: l’impostazione non deve essere quella di vendere i nostri gioielli, ma quella valorizzare gli asset che abbiamo”.

Su un altro punto, il ministro Bonino si è a lungo soffermata. “Mi piacerebbe che riuscissimo a superare insieme la vecchia polemica della fuga dei cervelli. È indubbio che il nostro Paese non stia vivendo da un punto di vista economico uno dei suoi momenti migliori, ma a me piacerebbe riuscire assieme a voi e al governo a dare l’impostazione a una politica non di “fuga dei cervelli”, ma di “cervelli in movimento””, ha spiegato Emma Bonino, secondo la quale “non c’è niente di male se i ragazzi vogliono lavorare fuori, anzi”, aggiunto, “la vedo come un’enorme apertura e capacità di testare se stessi nel mondo, magari in realtà molto complesse”. L’invito del ministro è invece diretto a migliorare il dialogo con i “nuovi migranti” italiani, il più delle volte giovani e professionisti. Persone che, a parere del ministro, vanno intercettate e incluse in una rete di rapporti che abbia l’Italia come fulcro e che usi “strumenti di comunicazione adeguati”.

“Trovo che i ragazzi che tornano dopo qualche anno fuori abbiano in qualche modo una marcia in più. Non ho molta simpatia verso atteggiamenti piagnoni o auto-flagellatori: non mi pare che siamo così, credo che veniamo da tradizioni e culture che invece hanno saputo e voluto mordere il mondo, seppure in condizioni difficili”, ha ribadito il ministro Bonino evidenziando, d’altro canto, che “se l’Italia non perdesse la memoria”, sarebbe il Paese “più capace a captare le modalità dei nuovi flussi, le loro difficoltà di integrazione, le loro motivazioni”.

Soffermandosi poi su uno degli ordini del giorno approvati dall’Assemblea Plenaria – che ha chiesto al Governo di dar vita alle procedure affinché le elezioni dei Comites si tengano nel marzo 2014 – la titolare della Farnesina ha preso atto delle motivazioni del Cgie, sottolineando come, a riguardo, ci sia una legge elaborata dal Parlamento e “se ci sono le leggi queste vanno rispettate, come in qualunque Stato di diritto e io credo nello Stato di diritto”. Tuttavia, ha ammesso, oggi non è possibile assicurare che le elezioni dei Comites si svolgano proprio nel marzo prossimo. “Vorrei dare a voi e a me stessa la speranza, ma non sono capace di vendere illusioni. La legge sarà applicata”, ha ribadito, “ma non posso dirvi se sarà marzo” e questo a causa delle contestuali elezioni del parlamento europeo e del semestre di presidenza italiana dell’Ue. “Con attenzione”, ha assicurato ancora il ministro, “prendo atto della vostra richiesta”.

Ha voluto essere sincera sino in fondo il ministro quando, parlando delle sfide future e delle politiche per gli italiani all’estero, alla plenaria ha detto: “tanto per essere chiari, non c’è una lira. Chiamiamola “spending review”, chiamiamola come vi pare, ma impariamo a rilanciare il Paese con le risorse che abbiamo” e “insieme”, è stato l’invito di Emma Bonino all’assemblea del Cgie, “modernizziamo l’idea di come si sta nel mondo: forse voi lo sapete meglio”.

Infine un invito al confronto, aperto, franco, ma anche duro se necessario. “Io non ho paura della conflittualità”, ha detto il ministro, convinta che solo dal dibattito possano scaturire le soluzioni ai problemi. “Troverete in me e nel Ministero degli Esteri il massimo ascolto”. (r.aronica\aise)

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