MORTO ETTORE SCOLA: MAESTRO DEL CINEMA ITALIANO

ROMA\ aise\ – È morto Ettore Scola ed il nostro Paese ha perso un altro indimenticato maestro del cinema, amato ed apprezzato in tutto il mondo. Suoi sono infatti capolavori universalmente noti come “C’eravamo tanti amati” (1974), “Brutti, sporchi e cattivi” (1976), “Una giornata particolare” (1977) e “La famiglia” (1987).
Il regista, nato a Trevico, in provincia di Avellino, nel 1931, aveva 84 anni. Con lui se ne va l’ultimo grande maestro della commedia all’italiana.
A piangerlo i colleghi e le più alte cariche dello Stato, primo fra tutti il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che, esprimendo il proprio “profondo cordoglio” ai familiari del regista, ha affermato: “La cultura e lo spettacolo mondiali perdono un grande maestro che ha raccontato, con acume e sensibilità straordinari, vicende, personaggi e periodi della nostra storia contemporanea”.
Gli hanno fatto eco il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, che in un messaggio ha parlato di “maestro dalla incredibile e acuta capacità di lettura dell’Italia, della società e dei suoi mutamenti, del sentimento del tempo, coscienza civile che lascia un enorme vuoto nella cultura italiana”, ed il ministro dei Beni e delle Attività Culturali, Dario Franceschini, il quale ha affidato a Twitter il suo primo commento alla notizia: “Ci ha lasciato Ettore Scola. Un grande maestro, un uomo straordinario, giovane sino all’ultimo giorno della sua vita”.
Notizia che è rimbalzata subito fuori dei confini nazionali, aprendo questa mattina tutti i notiziari delle radio e delle tv francesi, che hanno ricordato il regista con emozione.
“Mi sento infinitamente triste e orfano, come l’Italia” è stato il tweet dell’ex presidente del Festival di Cannes Jacob, che ha voluto rendere così omaggio a Scola: “se ne va una fetta del cinema italiano di tutti i tempi. Critico sulla società, innamorato dei suoi antieroi, sorridente”.
Sceneggiatore prima ancora di essere regista, Scola iniziò a collaborare con la rivista umoristica Marc’Aurelio, dove gravitavano personaggi come Federico Fellini, Furio Scarpelli e Steno. Negli anni ’50 cominciò a scrivere sceneggiature con Age e Scarpelli, per film come “Un americano a Roma” (1954) e “La grande guerra” (1959), sino al debutto alla regia nel 1964 con il film “Se permettete parliamo di donne”, interpretato da Vittorio Gassman, Nino Manfredi e Marcello Mastroianni.
Gassman e Manfredi torneranno insieme nel 1974 in uno dei suoi film più importanti, “C’eravamo tanto amati”, in cui racconta la vicenda di tre amici – con i due attori anche Stefano Satta Flores -, tutti alla fine innamorati di Luciana, alias Stefania Sandrelli.
Mastroianni tornerà invece, insieme a Sophia Loren, in “Una giornata particolare” alle prese con un amore impossibile all’ombra del fascismo.
Il 1980 è l’anno de “La terrazza”, crisi e bilanci di un gruppo di intellettuali idealisti, seguito da “La famiglia” (1987) sempre con Vittorio Gassman, Stefania Sandrelli e Fanny Ardant.
Ultimo suo film nel 2013 il documentario dedicato a Fellini “Che strano chiamarsi Federico”. Scola, da sempre impegnato nel sociale, ha, tra l’altro, fatto parte del governo ombra del Pci nel 1989 con delega ai Beni Culturali. (aise) 

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