ROMA\ aise\ – “Oggi è la partenza dei mille giorni. La presenza del countdown e della verificabilità dei risultati è la grande rivoluzione nella politica italiana: nel momento in cui sei accusato di “annuncite”, malattia tipica di parte del ceto politico, rispondiamo con l’elenco di date a cui siamo auto-costretti”.

Così il Presidente del Consiglio Matteo Renzi che, in una conferenza stampa a Palazzo Chigi, ha presentato oggi il piano di riforme del governo per i prossimi mille giorni e un conto alla rovescia che apparirà sul mini-sito (passodopopasso.italia.it), un “diario di bordo” dedicato ai Mille Giorni.

“Si dirà: sono le stesse cose di cui si parla da anni…Giustizia, P.A, Lavoro, riforme istituzionali… eppure è ciò che abbiamo iniziato a fare. E ciò sul quale saremo giudicati nel maggio 2017”, ha aggiunto Renzi. “Mercoledì – ha spiegato il Presidente del Consiglio – più che di riforma di parlerà di coinvolgimento sulla scuola, il programma è già pronto, è un report preparato da qualche giorno o settimana ma vogliamo riuscire a dare una visione più completa di quello che abbiamo fatto. È come se ci fosse puzzle la cui cornice per noi è chiara e i cui pezzi saranno giorno dopo giorno inseriti. Chiunque potrà partecipare al sito e giudicarci. Ho chiesto al ministro Boschi di prevedere un passaggio parlamentare e a Delrio di aggiornare il numero dei decreti attuativi e lo strumento dei fondi europei costantemente sul sito”.
“Entro 1000 giorni – ha assicurato il Premier – saremo un Paese civile se non avremo arretrati sui dl attuativi e se i denari non saranno realmente dispersi come talvolta abbiamo suoi fondi europei”.
Quanto al tempo passato, per Renzi “in questi sei mesi siamo convinti di aver fatto molto, altro che poco. Ma non ci basta: perché se non hai fame, se non senti l’urgenza di immaginare un Paese più semplice, coraggioso, competitivo, efficiente ed efficace, non sei adatto a fare questo lavoro. Noi con serenità, al di là di gufi, ostacoli, polemiche, noi andiamo lì: la direzione è tracciata. Ci potranno accusare di arroganza, ma noi alla fine dei mille giorni l’Italia la portiamo lì”, ha aggiunto, facendo l’esempio degli 80 euro: “noi non torniamo indietro sul bonus degli 80 euro, e anzi cercheremo di allargarlo, anche se non generando false aspettative”.
In “passodopopasso.italia.it” il Governo spiega che “Mille giorni sono il tempo che ci diamo per rendere l’Italia più semplice, più coraggiosa, più competitiva. Dunque, più bella. Rendere l’Italia più bella? Impossibile, si potrebbe pensare. È già il Paese più bello del mondo. Vero. Ma noi pensiamo che in questi anni l’Italia abbia spesso vissuto di rendita. Non è stata solo colpa della politica, ma della classe dirigente intesa in senso ampio. Tuttavia, il tempo della rendita è finito. Chi si illude di poter continuare a ignorare questo elemento condanna il Paese all’irrilevanza. Ecco perché quelle che vengono chiamate riforme strutturali devono essere fatte. Non perché ce lo chiede l’Europa. Ma perché sono l’unica possibilità per l’Italia.
Il nostro Governo è nato per fare quello che per troppo tempo è stato solo discusso o rinviato. Impresa ambiziosa, certo. Ma siamo qui per questo. Una sfida difficile, come solo le sfide affascinanti possono esserlo. Ma questa è la nostra sfida e noi l’affrontiamo con il coraggio e la leggerezza di chi sa che l’Italia è più grande delle resistenze dei piccoli centri di potere. La speranza che gli italiani ci hanno affidato è più grande dei consueti cori di chi dice “Non ce la farete, non si può fare”. La certezza della forza di questo Paese, dei suoi piccoli imprenditori e delle sue maestre elementari, dei suoi ingegneri e dei suoi artisti, dei suoi studenti e dei suoi nonni è per noi un caposaldo irrinunciabile”. (aise)
 

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