NINO CIOPPA, IL SARTO CHE VESTE I DIVI DI HOLLYWOOD – di Mariella Policheni

TORONTO\ aise\ – “Da Vitulazio a Toronto portando con sé la sua passione. Ago, forbici, spilli, ditale, metro. Ed ancora rocchetti di filo, tessuto, bottoni, cerniere. Il mondo di Serafino Cioppa, Nino per tutti quelli che lo conoscono, è stato questo fin da bambino. E lo è ancora oggi che è un sarto affermato, uno dei più importanti rappresentanti della sartoria italiana su misura. In Canada, Nino, originario di Vitulazio, piccolo centro in provincia di Caserta ci è arrivato negli anni Sessanta ad appena dieci anni di età. Ha cambiato continente ma ha portato con sé, seppur ancora bambino, una passione che con gli anni è diventata sempre più grande diventando il mestiere della sua vita e che lo ha portato a vestire personaggi importanti, attori, atleti, uomini d’affari e amanti dell’abito fatto su misura con grande cura dei particolari”. Ad intervistarlo è stataMariella Policheni per il “Corriere canadese”, quotidiano diretto a Toronto da Francesco Veronesi.
“In fondo vestire uomini e donne con eleganza e classe non è cosa da poco e il maestro sarto o come dicono gli inglesi il ‘top taylor’ Nino Cioppa lo fa con grande naturalezza.
D. Signor Cioppa quando ha iniziato il suo apprendistato per diventare il famoso sarto che è oggi?
R. Mia mamma era sarta a Vitulazio ed aveva 17 operai, fin da piccolo ho respirato, se così si può dire, l’ambiente in cui con tanta pazienza un semplice pezzo di stoffa diventa un abito. Tutto questo mi piaceva e anche se ero un bambino desideravo tanto imparare. Una volta arrivato in Canada ho fatto il classico tirocinio all’italiana: scuola al mattino, compiti al pomeriggio e la sera in bottega fino alle 10, 10.30. Era il maestro che poi mi riportava a casa.
D. Non doveva essere facile per un ragazzino avere una giornata così impegnata…
R. Diciamo che il mestiere mi appassionava tanto e che d’altra parte i miei genitori, una volta in Canada, hanno fatto quello che facevano al tempo tanti genitori cioè trovare per i loro figli un posto che li tenesse impegnati, che non lasciasse loro il tempo per stare per strada e magari frequentare compagnie poco raccomandabili.
D. Quanto è durato il suo apprendistato e quando è nato il suo atelier Moda By Nino?
R. A 17 anni sono diventato socio della stessa sartoria nelle quale ho appreso il mestiere e nel 1982 ho deciso di fondare il mio atelier dove confeziono abiti su misura da uomo e da donna. Lavoro anche 70 ore a settimana ma non mi pesa perchè lo faccio con gioia, con passione. Il mestiere del sarto è secondo me uno tra i più affascinanti e creativi nel quale bisogna mettere estro e abilità.
D. Quale è il suo giudizio sulla moda di ieri? E su quella di oggi?
R. Beh, su quella di oggi posso dirle subito che secondo me è un po’ fuori dalle norme, i vestiti sono troppo stretti. Brutti. A mio parere la vera moda era quella degli anni Venti, Trenta, quando un uomo usciva di casa con un bel vestito e il cappello. Il vestito deve essere classico ed elegante.
D. Come nasce un bel vestito?
R. Un bel vestito è frutto di un lavoro certosino: per prima cosa si sceglie la sto a, poi una volta prese le misure al cliente, si passa al disegno delle varie parti da tagliare. Naturalmente bisogna anche saper dare al cliente il vestito giusto, quello che fa per lui. Se una persona è una taglia forte occorre cercare di snellirlo con determinati accorgimenti e magari anche puntando su un colore scuro, il nero, come tutti sanno, snellisce.
D. Quali tessuti preferisce per le sue creazioni?
R. Il tessuto è la base, è importantissimo. Prediligo il cotone, il lino, la seta anche se il clima canadese non permette molto l’uso di queste fi bre… Poi bisogna anche dire che molti non capiscono la bellezza di tessuti come il lino: si stropiccia, dicono, senza rendersi conto che la bellezza e la freschezza del lino non viene sminuita da qualche piega in più….
D. Quali sono i colori più belli per un abito maschile?
R. Quelli classici: grigio ferro, blu e nero.
D. Come veste le donne che si rivolgono a lei?
R. Le mie clienti sono in genere business women, donne in carriera per cui creo per loro i cosiddetti power suit, vale a dire tailleur con gonna o pantalone e giacca anche a doppio petto. Un classico, insomma: la donna non è a atto mascolinizzata perché il tailleur è ben avvitato e mette in risalto la sua fi gura con eleganza. Un tessuto bello è il rigato largo.
D. Lei ha vestito molte persone famose tra le quali il regista e produttore Guillermo Del Toro che al Festival di Cannes, dove ha fatto parte della giuria, ha indossato proprio un vestito da lei realizzato. È difficile vestire persone famose, fanno i capricci?
R. No, debbo dire che si lasciano consigliare, che lasciano fare, insomma si fidano. È stato così oltre che con Guillermo Del Toro anche con Mads Mikkelsen, attore dello show televisino Hannibal: per lui e per l’altro attore protagonista della serie Lawrence Fishburn ho realizzato ben 150 vestiti.
D. Quali altri attori si sono affidati a lei per un bel vestito su misura?
R. Tra i tanti ricordo Robert Stack, famoso tra l’altro per la serie tv The Untouchables, l’indimenticabile Robin Williams, Il calciatore Roberto Bettega e tutta la squadra dei Blizzard. Sono stato il loro sarto ufficiale e questo mi ha reso molto orgoglioso.
D. Una domanda forse scontata: perché secondo lei vestono meglio gli europei?
R. Perché hanno buon gusto, classe, prestano attenzione ai dettagli, sono raffinati. Gli americani, al contrario, sono un po’ troppo eccessivi, cercano di strafare e questo va a scapito dell’eleganza che non si basa mai sull’eccesso.
D. Quale attore ha buon gusto nel vestire e quale invece veste peggio?
R. Trovo elegante Leonardo Di Caprio. Sean Penn invece a volte non si può guardare….
D. Progetti per il futuro?
R. Uno mi sta particolarmente a cuore ed è quello di aprire una scuola professionale per aspiranti maestri sarti. Il mio è un mestiere bellissimo che va sparendo. All’infuori di quattro o cinque, definirei gli altri operatori di macchine. Essere un sarto è un’altra cosa: io faccio tutto con le mie mani, per essere un buon sarto ci vuole una buona manualità.
D. Secondo lei l’abito fa il monaco?
R. No, dentro un bell’abito ci deve essere una bella persona. Un bel vestito da solo non basta.
Nino Cioppa, che ha il suo laboratorio a Maple, riceve su appuntamento: 416-509-2028”. (aise

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