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REGGIO CALABRIA\ aise\ – Il Museo Nazionale Archeologico di Reggio Calabria ha riaperto al pubblico con un nuovo percorso espositivo e il riallestimento delle collezioni al termine di un intervento complessivo di restauro e di adeguamento antisismico. Il percorso di visita, inaugurato il 30 aprile dal ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Dario Franceschini, e dal presidente del Consiglio, Matteo Renzi, esordisce con le testimonianze più remote della frequentazione umana in Calabria da parte sia dell’uomo di Neanderthal sia dell’homo sapiens, conservate al secondo piano, denominato piano A – “Prima della Magna Grecia”.
Attraverso una rampa di scale si accede al primo piano, denominato piano B – “Città e santuari della Magna Grecia”, dove si possono ammirare le testimonianze delle città-stato fondate lungo le coste ioniche da gruppi organizzati di migranti da varie zone della Grecia. La prima parte del piano è dedicata alla sintetica illustrazione della storia, dell’urbanistica e della cultura materiale di queste nuove città. La seconda parte è dedicata ai santuari eretti all’interno e all’esterno di questi centri urbani.
Al piano ammezzato, denominato piano C – “Aspetti di vita quotidiana nelle città della Magna Grecia”, si mostrano le rare testimonianze materiali di teatro, poesia e musica che tanta parte ebbero nelle civiltà dei Greci d’Occidente, ma anche semplici arredi e le suppellettili delle case e i documenti dell’attività delle botteghe artigiane. Seguono i corredi funerari dalle necropoli di Gioia Tauro e di Locri, tra i quali spiccano per eleganza i bellissimi specchi di bronzo. La seconda parte del piano presenta i popoli di stirpe italica, i Lucani e i Bretii, che conquistarono le città magno greche ponendo fine a un periodo di splendore.
Il percorso di visita giunge quindi al piano terra, denominato piano D, dedicato alla città di Reggio Calabria. Qui è esposta per la prima volta una sintesi ragionata di reperti che ne illustrano la lunga storia e il rigoglioso sviluppo. La statua marmorea del kouros di Reggio introduce il visitatore allo speciale capitolo della statuaria greca di bronzo riemersa dal mare, la Sala dei Bronzi di Riace e dei Bronzi di Porticello, nella quale culmina il percorso del museo.
“La rinascita del museo archeologico nazionale di Reggio Calabria costituisce un’opportunità di crescita sociale, civile ed economica di questo territorio e più in generale del Meridione che è doveroso cogliere, costruendo un percorso virtuoso di sviluppo incentrato sul turismo culturale, rispettoso del contesto e capace di portare ricchezza”, ha dichiarato il ministro Franceschini. “È il punto di partenza di una nuova sfida che i vertici del Museo, la Città e il Paese sono chiamati a vincere”.
Gli ha fatto eco il direttore del Museo Carmelo Malacrino: “Efficiente, accogliente, sicuro. È questa la nuova immagine del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, che si apre all’area dello Stretto, nel cuore del Mediterraneo, storico crocevia di culture e tradizioni”, ha detto nel corso della cerimonia di apertura dei nuovi spazi espositivi. “Un museo che conquista i suoi visitatori, accompagnandoli nell’affascinante storia dell’antichità calabrese, sviluppata dal Paleolitico alla tarda età romana su quattro livelli di esposizione permanente”, ha aggiunto Malacrino. “Circa 200 vetrine, nelle quali è esposta una selezione dei più importanti reperti archeologici calabresi, guidano l’intero percorso, che si conclude con la grande sala in cui si possono ammirare i Bronzi di Riace e i Bronzi di Porticello”.(aise) 

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