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CATANIA\ aise\ – Il buio è profondo. Ritengo di fare cosa gradita ricordando che il 26 e 27 settembre, le Assemblee dei Comites, uscite dalla consulta elettorale del 17 aprile 2015, procederanno alla elezione per il rinnovo del CGIE (Consiglio Generale degli Italiani all’Estero), l’organismo di rappresentanza delle comunità italiane all’estero che promuove e agevola lo sviluppo delle condizioni di vita, rafforza la vita politica, culturale, economica e sociale, assicura la tutela dei diritti, la identità culturale e linguistica, integrazione e partecipazione nella società ed alla vita delle comunità locali, facilita il coinvolgimento delle comunità italiane nella cooperazione dei paesi di sviluppo, Commercio Estero, Camere di Commercio e altre forme associative all’imprenditoria italiana.
Il CGIE esprime parere obbligatorio sulle questioni concernenti le comunità italiane all’estero affrontate dal Governo e dalle Regioni.
I COMITES (Comitato degli Italiani all’Estero), a loro volta, sono gli organi elettivi che rappresentano agli Uffici consolari le esigenze dei cittadini italiani residenti all’estero, collaborando per la individuazione delle necessità di natura sociale, culturale e civile della collettività italiana.
Le elezioni per la nomina dei membri dei Comites hanno interessato 101 Comites in 38 Paesi. Gli elettori secondo il Ministero dell’Interno sono 3.747.341. Si sono registrati per il voto 243.162 (6,5%) più 15.382 fuori elenchi ma ammessi al voto. Quelli che hanno fatto pervenire il plico elettorale sono stati 167.714 (64,9%). Partecipazione effettiva al 4,46%. Voti validi 141.284 pari al 3,75% dell’elettorato.
Un risultato invero sconcertante, taciuto dalla stampa e dalla politica passato in silenzio e che ora richiede la accelerazione della riforma della rete democratica riguardante la rappresentanza italiana.
È ovvio che il CGIE non appena insediato entrerà a regime nelle sue funzioni istituzionali di cui alla legge istitutiva n° 368.
Certamente sul risultato elettorale dei Comites ha avuto il suo peso tutta una serie di motivazioni e concause come la crisi di credibilità delle Istituzioni e della politica arrivata dall’Italia, la perdita di smalto del Paese a livello internazionale a causa della crisi economica e la instabilità politica. Tutto ciò, nonostante i successi del Made in Italy e la diffusa intraprendenza e creatività degli italiani.
Non sono state da meno la mancanza di informazione, di conoscenza del problema e la confusione su una legge elettorale di difficile applicazione, i continui rinvii elettorali, l’introduzione, all’ultimo momento, del voto elettronico al posto di quello per corrispondenza del 2004, l’avviso elettorale precedentemente fissato a dicembre 2014 e non quello del rinvio ad aprile 2015.
Senza dire dell’onda lunga dei tagli lineari operati sulle risorse, che hanno impedito la realizzazione di indispensabili possibilità operative e le riduzioni di organismi e presidi preposti ai servizi di tutela, assistenza e promozione culturale ai connazionali.
Tra le riduzioni più irrazionali quelle dei Consolati, in un momento in cui la nuova mobilità del lavoro di professionisti ed operai specializzati e soprattutto di una gran massa di giovani che si muove verso paesi più promettenti.
Tutte ragioni che hanno scoraggiato e dissuaso moltissimi italiani a votare.
Emblematica la posizione dell’Assemblea Generale del CGIE che si è trovata parcheggiata da un anno e mezzo con il congelamento delle sue funzioni di massimo organo di rappresentanza e di quelle istituzionali.
Invano i consiglieri già in carica, privi di funzione ma non decaduti, hanno chiesto la sua convocazione per l’esame dei problemi emergenti. Anche quelli dei Comites.
Il tonfo elettorale dei Comites non può essere archiviato. Le sue ragioni vanno approfondite per primo dallo stesso CGIE. Ma l’esigenza della riforma della rappresentanza è indifferibile. È auspicabile che venga inserita nell’attuale fase di riforme costituzionali del Governo, sulla spinta dei recenti segnali di ripresa e crescita del Paese.
La sinergia tra Comites e CGIE, completamente rinnovati, con l’associazionismo di emigrazione, potrà dare un ottimo contributo al successo del sistema Italia nel mercato globale.
Con queste riflessioni ci siamo ripromessi di far conoscere meglio che cosa è il CGIE e le sue funzioni, ma anche cosa sono i Comites, rete democratica di base degli italiani all’estero.
Per noi il rinnovo del CGIE è un vero evento. Più che la modesta visibilità che possiamo dare noi con la presente, meriterebbe quella della grande stampa nazionale e di più ancora la riflessione del mondo politico e delle forze sociali.
Il CGIE, infatti, è il massimo organo di rappresentanza, completo ed unitario, degli italiani all’estero, eletto dal consenso popolare dei Comites, votati direttamente dai connazionali. Elabora e studia i problemi provenienti dalla rappresentanza ed il ventaglio dei suoi problemi storici e di quotidianità degli italiani proponendoli al Governo ed alle Commissioni legislative per diventare leggi dello Stato.
Un lavoro silenzioso, tenace e prezioso svolto con umiltà da Consiglieri puntualissimi ed impegnati che arrivano da tutte le parti del mondo. Persone eccellenti.
Sicilia Mondo con tutta la Sua struttura e rete informativa rivolge il Suo sentito ringraziamento a tutti i consiglieri.
È stato un bene averLi conosciuti, ho appreso tanto da Loro. Li ringrazio per l’amicizia che mi hanno dato, ma Li ringrazio ancora per il lavoro prezioso, anche se spesso sconosciuto, al servizio degli italiani all’estero. (domenico azzia*\aise)
* Presidente Sicilia Mondo e consigliere uscente Cgie 

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