30coopROMA\ aise\ – Aprire un confronto tra gli attori del sistema di cooperazione sui risultati del semestre italiano di presidenza dell’Unione Europea e sui temi dello sviluppo, tra cui l’adozione della nuova Agenda globale post 2015, Expo 2015, l’Anno europeo per lo sviluppo e il nesso tra migrazione e sviluppo nel Mediterraneo. Questo l’obiettivo del seminario promosso oggi a Roma da Concord Italia, la piattaforma nazionale italiana delle Ong che operano nel sistema di cooperazione internazionale.

All’incontro sono intervenuti, fra gli altri, la vice presidente della Camera dei Deputati, Marina Sereni, il vice ministro degli Esteri e della Cooperazione internazionale, Lapo Pistelli, i parlamentari Giorgio Tonini e Lia Quartapelle, il direttore generale della Cooperazione italiana allo Sviluppo della Farnesina, Giampaolo Cantini, e il direttore per la crescita sostenibile e lo sviluppo di EuropeAid, Roberto Ridolfi.

Inaugurando i lavori del seminario, Marina Sereni ha sottolineato come la riforma della cooperazione allo sviluppo italiana, realizzata con l’approvazione della legge 125 del 2014, sia stata “una delle pagine belle” della prima parte di questa legislatura. “La riforma è stata anche una pagina molto faticosa, ma va dato atto al governo di aver portato a termine questo obiettivo con grande tenacia. Anche il parlamento è stato protagonista”, ha aggiunto ricordando che “la legge ha alimentato un dibattito che ha coinvolto tutti i gruppi parlamentari. Ora la riforma c’è, è una buona riforma e il parlamento può accompagnarne la fase dell’attuazione”.

La vice presidente della Camera ha parlato poi di in un tempo di “grandi emergenze” per affrontare le quali occorre “accrescere la consapevolezza diffusa di quanto ci sia bisogno di una forte iniziativa di cooperazione per dare risposte che non si chiudano entro i confini nazionali. È essenziale, per la sicurezza di tutti, incoraggiare una politica di cooperazione allo sviluppo che coinvolga il terzo settore e le Ong per dare risposte che non si chiudano entro i confini nazionali: nessun problema può avere infatti una risposta compiuta dentro i soli confini nazionali. Siamo di fronte ad un quadro di minacce che non hanno soluzione se non su scala globale”, ha concluso la Sereni.

Secondo Giorgio Tonini, esponente della commissione Affari Esteri del Senato, la riforma della cooperazione come l’abbiamo pensata è innanzitutto “una riforma della politica estera italiana”. Per Tonini “la legge c’è ma ora siamo nella fase più delicata, quella dell’implementazione. In questa fase diventano decisivi due elementi: gli strumenti e le persone da impiegare dopo aver costruito la macchina; le risorse da stanziare. Nella legge di riforma”, ha aggiunto, “c’è un impegno chiaro e netto per i governi a mantenere inalterato nel tempo il segno più nel volume degli aiuti allo sviluppo: si tratta di un processo lungo e lento, ma è importante che non ci sia un’inversione di tendenza”. L’Italia, ha proseguito Tonini, “si trova cuore del Mediterraneo, in un crocevia di tensioni e crisi nel mondo, quindi nel caso nostro la cooperazione costituisce un interesse nazionale visto in un’ottica lungimirante. In questo senso”, ha concluso, “la grande ambizione della riforma è quella di fare in modo che essa produca un cambiamento di tutte le politiche: dalla difesa al commercio estero, dal sostegno agli investimenti nel mondo alle relazioni internazionali nella loro dimensione più tradizionale”.

È stata poi la volta del vice ministro Pistelli, per il quale quello appena iniziato è un anno “veramente unico” quanto ai temi dello sviluppo sia a livello nazionale sia internazionale, considerato che il cambiamento della normativa italiana avviene mentre si sta definendo la nuova cornice globale, con passaggi cruciali rappresentati dalla conferenza internazionale per il finanziamento allo sviluppo di Addis Abeba, la Conferenza di Parigi sul clima e i negoziati per l’adozione di un’agenda di sviluppo post 2015. “Credo che i tempi saranno rispettati e”, ha detto Pistelli, “mi aspetto che entro la fine del 2015 avremo un nuovo direttore dell’agenzia e avremo avviato un percorso per completare la pianta organica dell’agenzia. In tale contesto” l’auspicio del vice ministro è “che la società civile e il sistema delle Ong, che sono attive nel settore da più tempo degli altri, possano mettere a disposizione la loro esperienza consolidata per fornire un contributo in seno al dibattito internazionale”.

Quanto al semestre italiano di presidenza dell’Ue, Pistelli lo ha definito “positivo”, dal momento che sono stati raggiunti gli obiettivi che ci si era posti, come dimostrano le conclusioni adottate nel Consiglio Sviluppo del dicembre scorso sull’agenda post 2015, sul nesso tra migrazione e sviluppo – in congiunzione con il processo di Khartoum, lanciato a Roma nel novembre scorso – e il ruolo del settore privato nello sviluppo.

Anche sull’imminente appuntamento di Expo Milano 2015, Pistelli si è detto fiducioso. “L’evento del 7 febbraio per l’elaborazione della Carta di Milano ha rafforzato l’idea che l’Expo di Milano possa essere non solo un’esposizione delle eccellenze italiane ma anche l’occasione per porre i temi della nutrizione e dello sviluppo al centro dell’agenda”.

Per il direttore generale Cantini il bilancio del semestre italiano di presidenza dell’Ue nel settore sviluppo è stato “estremamente positivo” grazie al lavoro “di grande sinergia” svolto di concerto con le istituzioni europee. “Il valore aggiunto dell’azione della presidenza italiana è stato l’aver definito una posizione europea sull’agenda di sviluppo post 2015, risultato niente affatto scontato”, ha detto Cantini, ricordando poi come mesi di confronto con la Commissione Europea abbiano portato alla decisione di porre un forte accento sul nesso tra migrazione e sviluppo, in particolare sul ruolo della diaspore nello sviluppo e sulla “idea che le rimesse possano essere un elemento importante da valorizzare. La tendenza a far prevalere l’aspetto securitario dell’immigrazione è fortissima: per questo bisogna salvaguardare il ruolo dell’imprenditoria nelle diaspore”, ha poi aggiunto il direttore generale, citando l’esempio del Programma “Plasepri” in Senegal, “che ha ottenuto risultati importanti nel coinvolgimento degli elementi della diaspora senegalese”.

Sul nesso tra migrazione e sviluppo ha posto l’accento anche la presidente dell’Intergruppo per la Cooperazione internazionale della Camera dei Deputati, Lia Quartapelle, secondo la quale l’emergenza immigrazione nel Mediterraneo e in particolare nel nostro Paese “è ormai strutturale” e rischia di esplodere nell’immediato futuro; per questo serve uno sforzo da parte di tutti “per riflettere su come tenere insieme le politiche di accoglienza e di assistenza con il tema dei flussi finanziari” destinati allo sviluppo. “In Italia si è registrato un incremento del 59 per cento degli sbarchi nei primi mesi dell’anno. L’emergenza c’è”, ha osservato Quartapelle, “ma”, ha concluso, “le risposte finora sono state frammentarie e non tengono dentro un’ottica coerente di politiche”. (aise)

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