ROMA\ aise\ – La “decisione ponderata” del governo italiano, il ritorno al negoziato, la “convinta amicizia” dell’Italia con Israele sono tra gli elementi essenziali delle risposte che il ministro degli Affari Esteri, Giulio Terzi, ha dato alle domande dei giornalisti incontrati alla Farnesina all’indomani del “sì” dell’Onu alla Palestina come Stato osservatore.

L’Assemblea ha infatti approvato la risoluzione con 138 sì, 9 no e 41 astenuti. Hanno votato contro Stati Uniti, Israele, Panama, Palau, Canada, Isole Marshall, Narau, Repubblica Ceca e Micronesia. Tra gli astenuti Gran Bretagna e Germania.

I palestinesi ora si “impegnino a risedersi al tavolo del negoziati” con Israele “senza precondizioni”, ha detto il ministro Terzi. La vittoria palestinese all’Onu, ha aggiunto, non deve essere sfruttata per “avviare procedimenti pressola Cortepenale internazionale” contro Israele e ci deve essere “l’impegno a vedere nelle risoluzioni del Consiglio di sicurezza una chiave fondamentale per portare avanti il negoziato”.

Rispondendo poi alla reazione a caldo dell’ambasciatore israeliano a Roma al sì italiano – “Siamo molto delusi dalla decisione dell’Italia, uno dei migliori amici di Israele, di sostenere l’iniziativa unilaterale dei Palestinesi alle Nazioni Unite” -, Giulio Terzi ha voluto poi sottolineare che l’Italia è “fortemente convinta del suo rapporto di amicizia con Israele e con i palestinesi ed è una priorità anche il rapporto con gli Stati Uniti”. L’Italia, ha continuato il ministro, “sostiene il consolidamento del fondamento democratico dello Stato palestinese che si configura nell’autorità palestinese” e “non ci sono speculazioni di politica interna palestinese che si possano fare”.

Quanto al “sì” dell’Italia, secondo il ministro è stata una “decisione sicuramente ponderata. La linea del governo italiano”, ha spiegato, “è stata espressa dalla Presidenza del Consiglio ed è stata ben chiarita ieri nel comunicato del presidente del Consiglio”.

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