Papa Frnacesco con Benedetto XVI ROMA\ aise\ – Gioia, croce, giovani. Su queste tre parole Papa Francesco ha costruito ieri la sua omelia nella Domenica delle Palme che, ormai da 28 anni, è anche la Giornata dei giovani in ogni diocesi, preludio della Gmg2013, in programma a Rio de Janeiro dal 23 al 28 luglio.

Piazza San Pietro gremita per la celebrazione del Papa, che proprio ai giovani rivolge un appello particolare: dire al mondo che è un bene seguire Gesù.

“Voi avete una parte importante nella festa della fede!”, ha detto loro il Papa. “Voi ci portate la gioia della fede e ci dite che dobbiamo vivere la fede con un cuore giovane, sempre: un cuore giovane, anche a settanta, ottant’anni! Cuore giovane! Con Cristo il cuore non invecchia mai! Però tutti noi lo sappiamo e voi lo sapete bene che il Re che seguiamo e che ci accompagna è molto speciale: è un Re che ama fino alla croce e che ci insegna a servire, ad amare. E voi non avete vergogna della sua Croce! Anzi, la abbracciate, perché avete capito che è nel dono di sé, nel dono di sé, nell’uscire da se stessi, che si ha la vera gioia e che con l’amore di Dio Lui ha vinto il male”.

Alle giovani staffette della croce destinata a Rio de Janeiro, Papa Francesco ha ricordato l’importanza di un viaggio “per dire a tutti che sulla croce Gesù ha abbattuto il muro dell’inimicizia, che separa gli uomini e i popoli, e ha portato la riconciliazione e la pace. Cari amici, anch’io mi metto in cammino con voi, da oggi, sulle orme del beato Giovanni Paolo II e di Benedetto XVI. Ormai siamo vicini alla prossima tappa di questo grande pellegrinaggio della Croce. Guardo con gioia al prossimo luglio, a Rio de Janeiro! Vi do appuntamento in quella grande città del Brasile! Preparatevi bene, soprattutto spiritualmente nelle vostre comunità, perché quell’incontro sia un segno di fede per il mondo intero”.

I giovani, ha sottolineato il Papa, “devono dire al mondo: è buono seguire Gesù; è buono andare con Gesù; è buono il messaggio di Gesù; è buono uscire da se stessi, alle periferie del mondo e dell’esistenza per portare Gesù!.

A tutti i fedeli – circa 200mila – che ieri hanno partecipato alla Messa il Papa ha rivolto un invito accorato a non lasciarsi rubare la speranza: “folla, festa, lode, benedizione, pace: è un clima di gioia quello che si respira” nella domenica delle Palme, così come viene riportata dai Vangeli. “Gesù ha risvegliato nel cuore tante speranze soprattutto tra la gente umile, semplice, povera, dimenticata, quella che non conta agli occhi del mondo. Lui – ha detto il Papa – ha saputo comprendere le miserie umane, ha mostrato il volto di misericordia di Dio e si è chinato per guarire il corpo e l’anima. Questo è Gesù. Questo è il suo cuore che guarda tutti noi, che guarda le nostre malattie, i nostri peccati”. Gesù “è Dio, ma si è abbassato a camminare con noi. È il nostro amico, il nostro fratello. Qui ci illumina nel cammino. E così oggi lo abbiamo accolto. E questa è la prima parola che vorrei dirvi: gioia! Non siate mai uomini e donne tristi: un cristiano – ha ribadito – non può mai esserlo! Non lasciatevi prendere mai dallo scoraggiamento! Noi accompagniamo, seguiamo Gesù, ma soprattutto sappiamo che Lui ci accompagna e ci carica sulle sue spalle: qui sta la nostra gioia, la speranza che dobbiamo portare in questo nostro mondo. E, per favore, non lasciatevi rubare la speranza! Non lasciate rubare la speranza! Quella che ci dà Gesù”.

Con la croce – ha proseguito il Papa – Gesù prende su di sé il male, la sporcizia, il peccato del mondo, anche il nostro peccato, di tutti noi, e lo lava, lo lava con il suo sangue, con la misericordia, con l’amore di Dio. Guardiamoci intorno: quante ferite il male infligge all’umanità! Guerre, violenze, conflitti economici che colpiscono chi è più debole, sete di denaro, che poi nessuno può portare con sé, deve lasciarlo. Mia nonna diceva a noi bambini: il sudario non ha tasche. Amore al denaro, potere, corruzione, divisioni, crimini contro la vita umana e contro il creato! E anche – ciascuno di noi lo sa e lo conosce – i nostri peccati personali: le mancanze di amore e di rispetto verso Dio, verso il prossimo e verso l’intera creazione. E Gesù sulla croce sente tutto il peso del male e con la forza dell’amore di Dio lo vince, lo sconfigge nella sua risurrezione. Questo è il bene che Gesù fa a tutti noi sul trono della Croce. La croce di Cristo abbracciata con amore non porta mai alla tristezza, ma alla gioia, alla gioia di essere salvati e di fare un pochettino quello che ha fatto Lui quel giorno della sua morte”.

“Chiediamo l’intercessione della Vergine Maria. Lei – ha concluso – ci insegna la gioia dell’incontro con Cristo, l’amore con cui lo dobbiamo guardare sotto la croce, l’entusiasmo del cuore giovane con cui lo dobbiamo seguire in questa Settimana Santa e in tutta la nostra vita”.

 

Una settimana che il Papa ha iniziato con uno storico incontro con il suo predecessore, Benedetto XVI, che lo ha accolto a Castel Gandolfo. Insieme hanno pregato, l’uno affianco all’altro, e hanno parlato e pranzato lontano dalle telecamere. A Benedetto che lo vuole al “posto del Papa” in cappella, Francesco dice “siamo fratelli” e si inginocchia accanto a lui.(aise)

 

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