ColMonBuenosAiresBARI\ aise\ – “Umili e silenti eroi della quotidianità”: così definisce i milioni di italiani emigrati in Argentina il direttore del “Corriere di Puglia e Lucania”, Antonio Peragine, che ha indirizzato una lettera sulla questione dello spostamento del monumento a Cristoforo Colombo alla Presidente dell’Argentina, Cristina Kirchner. Missiva che è stata trasmessa in copia anche all’Ambasciatore dell’Argentina in Italia, all’Ambasciatore dell’Italia a Buenos Aires.

“Ci permettiamo di sottoporLe  queste nostre  riflessioni” scrive Peragine “per tentare di comporre una questione che tocca la sensibilità di milioni di persone in tutta l’America Latina e nel mondo. La storia di Juana Azurduy è particolarmente toccante. Essa è stata una eroina di quelle che hanno fatto grandi intere nazioni. Ha meritato un posto di grande rilievo nella simbologia boliviana e certamente rappresenta un legame fortissimo tra Bolivia e Argentina. Molto bene ha fatto il Presidente della Bolivia a donarLe un monumento alla sua memoria”.

“I monumenti” sottolinea Peragine “sono simboli che hanno una loro dignità ed intangibilità; su di essi si fondano intere civiltà e culture; mai però, riteniamo, si deve effettuare un confronto tra simboli. Significherebbe fare un confronto tra dignità differenti e porre in rotta di collisione due intangibilità. Significherebbe mancare di rispetto proprio a quelle sensibilità che il monumento vuole preservare. Riteniamo che sia assolutamente sbagliato, sempre e comunque rimuovere un simbolo per far posto ad un altro; i simboli non si sostituiscono ma si integrano. Quindi la questione della allocazione del monumento a Cristoforo Colombo è di quelle gravi”.

Secondo il direttore del “Corriere di Puglia e Lucania”, “sarebbe quasi riduttivo qui illustrare i meriti epocali di Cristoforo Colombo. La sua genialità, il suo ardimento, la sua modernità,  l’importanza della sua opera per il mondo intero e per tutti i tempi… quindi non si può effettuare un confronto tra una eroina del XIX secolo ed un navigatore italiano che è il più conosciuto ed importante navigatore di tutti i tempi; né si deve indurre al confronto. Chi dovesse soccombere in questo confronto subirebbe un’onta che è l’inverso di quello per cui esiste il monumento stesso. Proporre lo spostamento di una statua che ha in sé una significativa storia, per far posto ad un’altra impone un confronto con non può esserci e che quindi va rifiutato”.

“Peraltro”, argomenta Peragine “il ruolo degli italiani in Argentina non si è limitato all’opera dei suoi navigatori. Da allora ad oggi sulla rotta verso Occidente si sono imbarcati milioni di italiani specie verso l’Argentina. Silenti ed umili eroi della quotidianità, operosi, alacri, alle volte geniali, certamente generosi, hanno contribuito anch’essi a quello che oggi è l’Argentina e l’intera America Latina. Essi hanno solcato la rotta aperta dal grande Colombo e hanno contribuito a fare grande questa nazione. Quel simbolo è un simbolo che sintetizza il ruolo della italianità, della sua cultura, della sua opera, spesso di estrazione popolare, in America Latina e in tutto il mondo. Simbolo che non può essere secondo a nessuno.Quindi la allocazione della importantissima statua della eroina sudamericana deve avere un suo significato genuino e specifico che in nessuna maniera deve intersecarsi con altri simboli”.

“Noi non crediamo” prosegue la lettera “di avere il diritto di indicare un posto degno del messaggio di Juana Azurduy  ma certamente la grande città di Buenos Aires possiede altre collocazioni, anche maggiormente significative, che possono ulteriormente caricare di significato questo simbolo dall’immenso valore storico ed umano. E, con uguale certezza” aggiunge Peragine “pensiamo che la comunità italiana locale ricorderà, assieme a tutti gli altri argentini, con rinnovata ammirazione questa eroina, non più e non certo “concorrente” di Cristoforo Colombo nella occupazione di un piccolo spazio in una piazza, ma come co-portatrice dei valori che hanno fatto l’Argentina moderna”.

“Ho avuto modo” conclude, infine, Peragine “di visitare la comunità italiana e apprezzare la piazza e il Monumento a Cristoforo Colombo, perché ho avuto modo di visitare per ben cinque volte Buenos Aires e Mar del Plata, dal 1998 al 2009. Come dire  sono innamorato dell’Argentina”. (aise) 

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