ROMA\ aise\ – È stato pubblicato questa mattina il tanto atteso “Motu proprio” di Benedetto XVI che rivede e modifica alcune regole sul prossimo Conclave, ma non solo. Tra le prime disposizioni – che modificano quanto previsto dalla Costituzione apostolica emanata nel 1996 da Giovanni Paolo II “Universi Dominici gregis” – il Papa dispone che “dal momento in cui la Sede Apostolica sia legittimamente vacante (in questo caso il 28 febbraio, ndr), si attendano per quindici giorni interi gli assenti prima di iniziare il Conclave; lascio peraltro al Collegio dei Cardinali la facoltà di anticipare l’inizio del Conclave se consta della presenza di tutti i Cardinale elettori, come pure la facoltà di protrarre, se ci sono motivi gravi, l’inizio dell’elezione per alcuni altri giorni. Trascorsi però, al massimo, venti giorni dall’inizio della Sede Vacante, tutti i Cardinali elettori presenti sono tenuti a procedere all’elezione”.

“Nessun Cardinale elettore – si legge ancora – potrà essere escluso dall’elezione sia attiva che passiva per nessun motivo o pretesto”.

Seguono le norme che garantiscono la segretezza dei lavori: si prevede, in questo senso, la chiusura “alle persone non autorizzate”, della Domus Sanctae Marthae, della Cappella Sistina e degli ambienti destinati alle celebrazioni liturgiche. Fino alla elezioni del nuovo Pontefice “l’intero territorio della Città del Vaticano e anche l’attività ordinaria degli Uffici aventi sede entro il suo ambito dovranno essere regolati in modo da assicurare la riservatezza e il libero svolgimento di tutte le operazioni connesse con l’elezione del Sommo Pontefice. In particolare si dovrà provvedere, anche con l’aiuto di Prelati Chierici di Camera, che i Cardinali elettori non siano avvicinati da nessuno durante il percorso dalla Domus Sanctae Marthae al Palazzo Apostolico Vaticano”.

Se, nonostante tutte le precauzioni, qualcuno venisse a conoscenza di “atti propri dell’elezione” sarebbe “obbligato a stretto segreto”.

I cardinali elettori dovranno pronunciare uno specifico giuramento (Prometto e giuro di osservare il segreto assoluto con chiunque non faccia parte del Collegio dei Cardinali elettori, e ciò in perpetuo, a meno che non ne riceva speciale facoltà data espressamente dal nuovo Pontefice eletto o dai suoi Successori, circa tutto ciò che attiene direttamente o indirettamente alle votazioni e agli scrutini per l’elezione del Sommo Pontefice. Prometto parimenti e giuro di astenermi dal fare uso di qualsiasi strumento di registrazione o di audizione o di visione di quanto, nel periodo della elezione, si svolge entro l’ambito della Città del Vaticano, e particolarmente di quanto direttamente o indirettamente in qualsiasi modo ha attinenza con le operazioni connesse con l’elezione medesima. Dichiaro di emettere questo giuramento, consapevole che una infrazione di esso comporterà nei miei confronti la pena della scomunica “latae sententiae” riservata alla Sede Apostolica”. Così Dio mi aiuti e questi Santi Evangeli, che tocco con la mia mano”).

Al numero 62, inoltre, il motu proprio stabilisce che “aboliti i modi di elezione detti per acclamationem seu inspirationem e per compromissum, la forma di elezione del Romano Pontefice sarà d’ora in poi unicamente per scrutinium. Stabilisco, pertanto, che per la valida elezione del Romano Pontefice si richiedono almeno i due terzi dei suffragi, computati sulla base degli elettori presenti e votanti”.

Al numero 87 si legge: “Avvenuta canonicamente l’elezione, l’ultimo dei Cardinali Diaconi chiama nell’aula dell’elezione il Segretario del Collegio dei Cardinali, il Maestro delle Celebrazioni Liturgiche Pontificie e due Cerimonieri; quindi, il Cardinale Decano, o il primo dei Cardinali per ordine e anzianità, a nome di tutto il Collegio degli elettori chiede il consenso dell’eletto con le seguenti parole: “Accetti la tua elezione canonica a Sommo Pontefice?” E appena ricevuto il consenso, gli chiede: “Come vuoi essere chiamato”? Allora il Maestro delle Celebrazioni Liturgiche Pontificie, con funzione di notaio e avendo per testimoni due Cerimonieri, redige un documento circa l’accettazione del nuovo Pontefice e il nome da lui assunto”. (aise)

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