mimose2ROMA\ aise\ – Con un ringraziamento a “coloro che stanno per lasciare i loro incarichi istituzionali” e “un sentito benvenuto alle molte giovani deputate” è iniziato il discorso del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, al Quirinale questa mattina in occasione della cerimonia per la Giornata internazionale della donna.

“È una novità”, ha proseguito Napolitano a proposito della schiera delle parlamentari, “sul cui carattere positivo possiamo tutti concordare e sono certo che questa nutrita rappresentanza non dimenticherà di promuovere i diritti delle donne, di offrire alle ragazze italiane migliori prospettive di lavoro e di vita”. A tutte le neoelette in Parlamento il presidente ha dunque rivolto “l’augurio di adempiere con passione e serietà al proprio incarico, avendo come punto di riferimento l’interesse generale e il benessere del nostro Paese. Lo stesso augurio rivolgo anche ai prossimi presidenti delle Camere, ai membri del futuro esecutivo, a tutti coloro che saranno chiamati ad assumere diversi incarichi istituzionali. Sarebbe auspicabile e costituirebbe un segnale positivo per chi guarda all’Italia”, ha aggiunto, “che le scelte relative, appunto, ai vertici delle istituzioni rappresentative, avvenissero in un clima disteso e collaborativo”.

Quanto alla cerimonia dell’8 marzo, “cade in un momento complicato per il nostro sistema democratico e per il nostro Paese”, ha sottolineato Napolitano, osservando che il suo “settennato non è mai stato al riparo da tensioni e da bruschi alti e bassi. Anche se in fondo siamo sempre riusciti a superare i più acuti momenti di crisi e rischi di scontro sul piano istituzionale. Dobbiamo riuscirvi anche questa volta”.

Il capo dello Stato ha quindi rilevato che “i problemi urgenti e le questioni di fondo che riguardano l’economia, la società, lo Stato, non possono aspettare, debbono ricevere risposte e dunque richiedono che l’Italia si dia un governo ed esprima uno sforzo serio di coesione. Anche perché i problemi e le questioni cui mi sono riferito si ripercuotono nella vita quotidiana della gente e per le persone e le famiglie più disagiate, spesso drammaticamente”.

“La giornata internazionale della donna non è solo una festa”, ha detto il presidente Napolitano, “ma un’occasione di riflessione sulla condizione femminile. Durante il mio settennato abbiamo introdotto la prassi di intitolare ogni anno la cerimonia dell’8 marzo in Quirinale a un tema specifico e quest’anno l’abbiamo dedicata alle adolescenti e alle giovani donne. “Avanti ragazze!” (il tema 2013, ndr) è un augurio per loro”, ha spiegato.

“La ragione di questa scelta generazionale non vuole certo discriminare, come potete arguire dalla mia stessa età, chi è più avanti negli anni”, ha scherzato Napolitano. “Mi è sembrato però doveroso guardare ai giovani e in questo 8 marzo guardare in particolare alle giovani donne, in quanto appare con assoluta evidenza la attuale incapacità della nostra società e del nostro sistema politico-istituzionale di valorizzare queste risorse ed energie, di dare loro un futuro. Ma le donne, le ragazze, hanno ripreso a chiedere attenzione anche facendo sentire con forza la loro voce. Ho assistito con soddisfazione alla nuova ondata di mobilitazione che ha visto tante donne, anche giovanissime, rivendicare il rispetto della propria dignità. Come abbiamo sentito rivendicarlo da Lucia delle ReteG2 per le immigrate prive, anche se nate ed educate in Italia, del sacrosanto diritto alla cittadinanza. Ho ammirato la forza con cui state conducendo la battaglia contro tutte le forme di violenza di genere. Sono stato e sarò sempre dalla vostra parte. Ho una precisa convinzione: così come il livello di uguaglianza tra i sessi è un indicatore, un termometro del grado di civiltà di una nazione, allo stesso modo la considerazione e il rispetto che gli individui di sesso maschile hanno nei confronti delle donne indica quanto loro stessi siano civili”.

A questo punto, il presidente ha toccato una questione di grande attualità. “Per alcuni l’identità maschile coincide ancora con la capacità di sottomettere le proprie compagne anche con l’uso della forza e perfino punendole con bestiale ferocia; per altri, cosa comunque triviale e deprecabile, con atteggiamenti irriguardosi nei confronti del sesso femminile. In Italia continuiamo a registrare comportamenti scorretti, atti persecutori, sopraffazioni e violenze contro le donne. In quanto a voi, ragazze, imparate a proteggervi, a bloccare la violenza fin dai primi segni. Dovete vigilare, nelle vostre famiglie e insieme con le vostre amiche e colleghe. E voi, giovani uomini, sappiate circondare di disprezzo e isolare i violenti”, è stato l’invito di Napolitano.

“In Italia sono sempre di più le ragazze che si laureano, spesso con voti migliori dei loro colleghi”, ha poi ricordato il capo dello Stato. “E cresce il numero delle studentesse che entrano in percorsi di studio tradizionalmente maschili. Le giovani superano i loro coetanei non solo nell’istruzione, ma anche per certi versi nel consumo di cultura. Rattrista però constatare che questo impegno nell’accrescere il proprio bagaglio di conoscenze, nell’arricchire il proprio capitale umano non trovi poi, in generale ma in particolare per le donne, un adeguato riscontro nel mondo del lavoro, delle opportunità, della realizzazione della propria personalità nel lavoro. Sappiamo che sono soprattutto i giovani di entrambi i sessi a pagare in questa crisi il prezzo più alto. L’Italia è tra quei Paesi in cui la povertà si concentra maggiormente tra i giovani. Non solo i giovani guadagnano poco, ma troppo alto e in aumento è per essi il tasso di disoccupazione”.

In questo quadro e riprendendo quanto già ricordato dal ministro Fornero nel suo intervento, Napolitano ha aggiunto: “le ragazze sono più svantaggiate anche sotto altri aspetti: per la precarietà dell’occupazione, per il part-time involontario, per il salario di ingresso, che è per i laureati inferiore a quello dei coetanei anche quando escono dalle stesse facoltà. Le donne sono poi svantaggiate anche in seguito, cioè nelle carriere. Tuttavia consigli di amministrazione sta dando, lo voglio ribadire, frutti importanti”.

“Oggi in Italia, dove la situazione delle donne non è certo comparabile al passato, resta ancora molto da fare”. E Napolitano è stato chiaro: “non valorizzare il contributo femminile al mondo del lavoro non è una questione che riguarda solo le donne: è un fattore che incide sul benessere economico generale del Paese e, aggiungo, sulla sua coesione sociale.

Costituisce uno spreco assurdo e ingiusto di risorse umane che l’Italia non si può permettere. Molti giovani talenti emigrano e tra loro troppi ritengono di non trovare in Italia le condizioni per tornare. Questo vale anche per i talenti al femminile; considerando peraltro le eccellenze femminili che stanno emergendo, come si sa, nei centri europei di alta ricerca, come talenti italiani non emigrati ma impegnati a rappresentare nel modo migliore il nostro Paese. Creare un habitat favorevole per lavoratori e lavoratrici altamente specializzati significa premiare il merito, investire ben di più nella ricerca, promuovere giovani e donne in ogni campo. Obiettivi che vorremmo vedere sempre presenti nell’agenda politica italiana ed europea”.

Il presidente Napolitano ha quindi rilevato che nel corso dell’ultima legislatura sono state avanzate molte proposte per favorire il lavoro femminile a tutti i livelli. Tuttavia “occorre continuare a operare per promuovere e impostare politiche attive del lavoro femminile”. E si è detto convinto che “voi, giovani donne, riuscirete ad affermarvi sempre più, ad abbattere altre barriere, grazie alle vostre qualità e alla vostra determinazione, alla vostra capacità di impegnarvi per raggiungere traguardi importanti. Fortunatamente già ci riuscite, “invadete” campi prima considerati riserva maschile. Inoltre – e questa è un’altra caratteristica che rende le donne così preziose – vi impegnate, sfidate situazioni difficili, siete aperte ai bisogni degli altri e alle realtà del mondo d’oggi. Le nostre insignite e le giovani alfiere dimostrano sia che sapete eccellere in settori che vi erano prima preclusi, sia che sapete spendervi per gli altri”.

“La cerimonia di oggi”, ha concluso il presidente Napolitano, “vuole essere un invito alle giovani perché s’impegnino in prima persona, non solo per se stesse come individui, non solo per promuovere i diritti delle donne. Nel percorrere strade professionali e d’impegno civile non sempre facili cercate di ricordare che l’unione fa la forza, l’unione tra donne, tra ragazze fa la forza. La solidarietà e la cooperazione costituiscono leve essenziali per riuscire. La cooperazione e la solidarietà sono valori che non devono funzionare semplicemente come leve per conquistare meritati successi. Abbiate a cuore l’Italia, siate amiche del vostro Paese: che ha bisogno di voi, oggi come non mai”. (aise)

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