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ROMA\ aise\ – Mancano tre giorni all’8 ottobre, ultimo giorno utile per gli italiani residenti all’estero iscritti all’Aire che vogliono votare in Italia al prossimo referendum costituzionale.
Entro sabato, dunque, i connazionali devono inviare al Consolato di residenza il modulo con cui dichiarano di voler votare in Italia.
Diversa la tempistica per gli italiani temporaneamente all’estero (connazionali che non sono iscritti all’Aire, ma che sono all’estero per un periodo previsto di almeno tre mesi – comprendente la data di votazione – per motivi di lavoro, studio o cure mediche nonché i loro familiari conviventi) che, da quando è in vigore l’Italicum, possono chiedere di votare per corrispondenza, dunque dall’estero, invece che rientrare in Italia.
Questi connazionali devono comunicare al loro Comune di residenza la loro intenzione di votare all’estero: vista l’esiguità del termine di 10 giorni prevista dalla legge come termine per esercitare l’opzione, e soprattutto, la novità della stessa (da quanto è entrato in vigore l’Italicum è il secondo referendum cui i temporaneamente all’estero possono votare per corrispondenza) come anticipato dal sottosegretario all’Interno Manzione venerdì scorso alla Camera, il Dipartimento Affari Interni e Territoriali del Viminale ha emanato una circolare (40/2016) in cui stabilisce che “i comuni considereranno valide le opzioni che perverranno entro il trentaduesimo giorno antecedente la votazione (2 novembre prossimo), ovverosia in tempo utile per la immediata comunicazione al Ministero dell’interno. L’opzione dovrà pervenire al comune per posta, per telefax, per posta elettronica anche non certificata, oppure potrà essere recapitata a mano anche da persona diversa dall’interessato ed, in ogni caso, può essere formulata e fatta pervenire anche prima dell’indizione delle consultazioni. Al fine di facilitare, comunque, la presentazione delle opzioni da parte dei suddetti elettori temporaneamente all’estero, si vorranno sensibilizzare a vista i comuni stessi affinché inseriscano nell’home page del proprio sito un indirizzo di posta elettronica non certificata (da monitorare poi con particolare attenzione), utile ai fini della trasmissione delle domande stesse”.
Anche se il termine si è spostato di quasi un mese, vale per i temporaneamente all’estero l’indicazione di massima di provvedere prima possibile all’invio del modulo – opzione al proprio Comune.
Questo perché una volta comunicata l’intenzione di votare dall’estero, il Comune dovrà trasmettere “immediatamente” le generalità e l’indirizzo all’estero dell’elettore, specificando anche il consolato di competenza. “Il termine del trentaduesimo giorno per le trasmissioni delle generalità degli elettori dovrà essere rigorosamente osservato dai comuni – si legge nella circolare – in quanto al relativo adempimento si correla una serie di successive procedure di competenza di soggetti diversi: in particolare, entro il trentesimo giorno (due giorni di anticipo sul termine di legge del 28° giorno per venire incontro alle esigenze degli uffici consolari di stampa tempestiva dei plichi con le schede), il Ministero dell’interno dovrà, a sua volta, comunicare l’elenco dei suddetti elettori al Ministero degli affari esteri per consentire loro l’esercizio del voto per corrispondenza”. (aise)

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