26renziusaNEW YORK\ aise\ – “Al passato grazie, al futuro sì”. Matteo Renzi parla per la prima volta all’Onu e alla 69ma Assemblea generale in corso a New York sostiene che “il futuro oggi somiglia terribilmente a una minaccia, deve invece tornare a essere una promessa”.

Al centro del suo intervento, la situazione nell’area mediterranea. Secondo il premier, “la via d’uscita della politica è l’unica per uscire dall’emorragia di sangue che sta colpendo il mondo”.

Il presidente del Consiglio parla di Mare Nostrum: “abbiamo salvato 80mila vite perché per noi il Mediterraneo è il cuore dell’Europa, non il cimitero dei dispersi”. Una operazione “che rivendichiamo ma che non possiamo lasciare soltanto all’Italia. L’intervento nel Mediterraneo è strategico per la Comunità internazionale e non può essere lasciato ad una singola forza”.

“La priorità dell’intervento nel Mediterraneo è in Libia. Quel focolaio non deve essere sottovalutato dal mondo”, perché in quella terra “si rischia di segnare il punto di non ritorno nel crinale di violenza e instabilità della regione”: questo l’allarme lanciato da Renzi che poi avverte: “non possiamo sottovalutare questo focolaio nel cuore del Mediterraneo” che “deve rivestire priorità altissima per le proprie ripercussioni vaste e gravi sull’area e oltre”.

Renzi ha sottolineato che l’Italia sostiene “con determinazione l’avvio di un processo inclusivo e consensuale” ed è pronta “ad accompagnare l’amico popolo libico in questo percorso, per scongiurare il rischio di una progressiva frammentazione del Paese e le conseguenze negative che ne scaturirebbero per la sicurezza del Nord Africa e della regione sub-sahariana. Solo una Libia solida e stabile”, infatti, “può impedire che il Paese diventi un corridoio aperto al traffico internazionale di esseri umani”.

Il premier ha fatto appello a tutti gli attori regionali e internazionali perché agiscano “con spirito costruttivo per facilitare l’azione dell’Onu”.

A proposito del conflitto israelo-palestinese ha sottolineato che “non ci stancheremo mai di chiedere pace” per il Medio Oriente, “il popolo palestinese ha il diritto di avere finalmente una patria, Israele ha non solo il diritto ma il dovere di esistere”. “Tutta la comunità internazionale”, ha aggiunto, deve sostenere un processo verso la pace in questi termini, “anche chi in passato ha messo in discussione il diritto di Israele ad esistere”.

Parlando dell’Isis, ha ricordato come non sia “minimamente riconducibile a un conflitto di religione. La minaccia di Isis è un rischio per l’intera comunità di donne e uomini che si vogliono definire umani”.

In chiusura del suo intervento, Renzi ha parlato dell’Italia tornando a sottolineare l’importanza di una riforma del sistema scolastico: “la priorità delle priorità, la nostra grande sfida è che serve un gigantesco investimento sull’educazione, sulla formazione e sull’istruzione delle giovani generazioni”. (aise)

 

 

Comments are closed.