camera-dei-deputatiROMA\ aise\ – Respinto un altro tentativo di cancellare la circoscrizione estero. Questa mattina alla Camera è proseguito l’esame della riforma costituzionale, nell’ambito della quale il Movimento 5 Stelle ha presentato un articolo aggiuntivo, illustrato dalla deputata Lombardi, si afferma che “la circoscrizione estero appare del tutto superflua, anzi potrebbe essere solo, come purtroppo è accaduto in questi anni, l’occasione per distribuire ulteriori poltrone e per consolidare traballanti maggioranze, che diversamente sarebbero ancora più fragili. Del resto, dobbiamo anche amaramente considerare che i parlamentari eletti all’estero sono stati spesso protagonisti di fenomeni migratori da un gruppo politico all’altro, sempre pronti diciamo ad offrirsi su un mercato particolarmente richiedente. Con questo articolo aggiuntivo cerchiamo di porre un freno a questa situazione”.

A replicare è stato Guglielmo Picchi (Fi), “giusto per lasciare agli atti qualche precisazione”.

“Intanto, ricordo che in questo Parlamento, gli unici ad essere eletti con preferenze sono i deputati eletti all’estero. Quindi, – ha argomentato – che un Parlamento di nominati, venga a fare la morale a chi, invece, si è conquistato, voto su voto, qualcuno di noi ha preso anche qualche decina di migliaia di preferenze, insomma, credo che sia estremamente ipocrita. Sull’argomento delle tasse, insomma, credo che si dica il falso, in quanto dobbiamo tenere presente che molti dei cittadini residenti all’estero, sono, per esempio, proprietari di casa, e su questa casa pagano delle tasse. Per cui, dal momento che uno come me, per esempio, ha pagato al suo comune 1.793 euro sull’unica casa di proprietà in Italia, dire “no taxation without representation” è falso. Quindi, noi le tasse le paghiamo e abbiamo diritto a essere rappresentati in questo Parlamento”.

“L’altro ulteriore punto, relativo al fatto che non ci possa essere l’eleggibilità di un residente all’estero, – ha proseguito – mi sembra onestamente ridicolo, perché, finché non si cambia la legge sulla cittadinanza, e, quindi, siamo tutti cittadini italiani, abbiamo tutti la stessa Costituzione, io posso essere residente in Mongolia, a Londra, a Canicattì, posso essere candidato in qualsiasi circoscrizione in Italia”. Rivolgendosi al collegha della Lega Nord, che ha confermato il sostegno del partito alla proposta 5 Stelle, Picchi ha ricordato che “dal momento che la Lega ha sempre presentato dei propri candidati all’estero, se non crede a questa circoscrizione estero, banalmente poteva, all’epoca, rinunciare ai rimborsi elettorali che ha sempre preso, quota parte, sulla circoscrizione estero, la quota parte è stata presa, e, soprattutto, poteva non esprimere i candidati. Infine, sulla circoscrizione estero, questo Paese ha mandato all’estero, perché non è in grado di trovare lavoro ai propri giovani, un numero che adesso è effettivamente registrato intorno a quattro milioni e mezzo di cittadini, ma il numero di espatriati è molto superiore. Allora, se si va a vedere qual è la rappresentanza assegnata ad una regione che ha quattro milioni e mezzo di cittadini, vedrete che il numero è, per esempio prendiamo una regione come l’Emilia Romagna, che grosso modo ha questi numeri qua, vedrete che non ha dodici rappresentanti, ma ben di più. Pertanto, – ha concluso – credo che ogni considerazione sull’abolizione della circoscrizione estero e tutto ciò che è stato detto in questa Aula sia estremamente falso, ed era giusto lasciare agli atti questa testimonianza”.

L’Aula ha poi respinto la proposta 5 Stelle con 355 voti contrari, 86 i favorevoli, 3 gli astenuti. (aise)

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