WASHINGTON\ aise\ – In una “accorata” lettera aperta al presidente del Consiglio, Matteo Renzi, il presidente del Comites di Washington Dc, Carmelo Cicala, pure presidente del movimento “Insieme per gli Italiani”, si è fatto “interprete del volere e del pensiero di tanti italiani che sono stati chiamati a votare per le elezioni di Comites in fretta e furia dopo anni di disinteresse da parte delle istituzioni”, lamentando in pèarticolare i tempi ristrettissimi” che caratterizzano ogni passaggio per arrivare al voto e a causa dei quali in molti, spesso importanti, circoscrizioni non si potrà votare perchè nessuna lista è stata accettata.

“Esimio presidente del Consiglio”, esordisce dunque Cicala, le porgo i complimenti di tutta la comunità del centro e Nord America di italiani qui residenti. Una buona percentuale di essi, pur non condividendo la sua posizione in Parlamento e non votandola, restano increduli al cospetto di un Presidente tanto giovane e decisionista. Purtroppo, però”, aggiunge, “non sempre le decisioni proprio perché celeri, sono anche giuste pur riconoscendo che questo è, in fin dei conti, il vulnus di tutte le attività”.

“Mi faccio interprete, in questa accorata missiva, del volere e del pensiero di tanti italiani”, spiega Cicala, “che sono stati chiamati a votare per le elezioni di Comites in fretta e furia dopo anni di disinteresse da parte delle istituzioni.

La celerità decisionista sembra essere giustificata dal fatto che se non si vota nel 2014, pur riconoscendo una necessaria dilazione alla primavera del 2015, i nove milioni di euro destinati a queste elezioni non verrebbero più stanziati”.

“La tempistica, dunque, è quella di cui ci si lamenta, dei tempi ristrettissimi entro i quali chiamare, raccogliere e far votare una massa di connazionali senza un minimo di criterio e di organizzazione su un territorio vastissimo”. Per il presidente Cicala, “occorre più tempo ed una organizzazione capillare”.

“Si pensi alle cento firme da raccogliere in presenza di un notaio o di un funzionario in Consolato con le apposite postille dal 19 settembre al 19 ottobre, periodo decisamente irrisorio perché questo è un elettorato che, tra le altre cose, lavora”, scrive Cicala. “Si pensi, parimenti alla registrazione necessaria per poter votare alle liste AIRE entro il 19 novembre senza alcun supporto divulgativo che potesse permettere la migliore informazione possibile”.

“In realtà”, prosegue la lettera, “signor Presidente, si sta procedendo al finanziamento di una “non elezione” in quanto, nel mentre scrivo, le circoscrizioni consolari di Vienna, Bangkok, Oslo, Praga, Chicago, San Francisco, Nizza, Lisbona, Detroit, San Marino, Barcellona, Stoccolma, Perth, Dublino, Grecia, hanno annullato le elezioni per la mancanza di liste elettorali. Altre circoscrizioni si aggiungeranno”.

“Per chi voteranno i nostri connazionali residenti nelle circoscrizioni suddette? Come possono esistere elezioni senza liste elettorali?”, si chiede Carmelo Cicala, per il quale un “intervento” del presidente Renzi “sarebbe non solo auspicabile per ovvi motivi politici, ma necessario affinché non si adoperi uno spreco di denaro pubblico che non porterà ad alcun risultato e men che meno alle elezioni tanto desiderate dei Comites”.

“Che l’errore umano non diventi diabolico nel perseverare autorizzando qualcosa di inutile”, è l’auspicio di Cicala, che, concludendo, rivolge un ultimo appello a Matteo renzi: “Dia un senso a tutto questo dilazionando la data delle elezioni per organizzare in maniera consona il tutto”. (aise)

 

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