ROMA\ aise\ – Da Mariuccia Marolo, connazionale residente a Washington, riceviamo e pubblichiamo questa lettera aperta sulle prossime elezioni dei Comites e, in particolare, sulla riapertura dei termini per le liste in 24 circoscrizioni. Secondo Marolo, questo sarebbe un primo passo, ma insufficiente: i termini per le liste andrebbero riaperti in tutte le circoscrizioni. Di seguito il testo della lettera.

“L’annuncio che in ventiquattro circoscrizioni all’estero dove non c’erano liste elettorali per le elezioni dei Comites si potranno istituire le liste per fare si che il prossimo aprile si svolga l’elezione, è un passo avanti nei confronti dei cittadini residenti all’estero, ma non lo è per la democrazia.

Questo concetto dovrebbe far pensare seriamente i senatori e i deputati eletti all’estero perché senza liste “VERE” in tutte le circoscrizioni, alla fine verranno a mancare anche gli elettori che voteranno per il rinnovo di Camera e Senato.

Se gli italiani residenti all’estero non si sentono rappresentati dai politici eletti che non li tutelano e non li rispettano in quanto elettori, come potrà essere possibile che abbandonati a se stessi vorranno, in futuro, perdere tempo per andare a scegliere questo o quel candidato al senato o alla camera?

Che cosa hanno fatto per noi, si chiederanno, i nostri rappresentanti a Roma? Non ci hanno dato modo di scegliere le persone dei Comites per far sentire la nostra voce, non hanno preso in considerazione le nostre necessità e non ci riconoscono per quello che siamo: gente che ha il diritto di voto per scegliere chi la rappresenta.

La posticipazione delle elezioni dei Comites da dicembre ad aprile è stata fatta perché gli italiani all’estero si erano iscritti in numero talmente esiguo da sembrare ridicolo. È stata fatta nella speranza che con qualche mese in più, un maggior numero di elettori avrebbe avuto tempo di iscriversi per votare. Non è servita a nulla.

Come non serve a nulla il secondo pateracchio messo sulla ferita, la possibilità di costituire le liste entro il 12 febbraio nelle 24 circoscrizioni dove non erano state presentate.

Ciò che serve, e non soltanto per le circoscrizioni dove adesso si potrà costituire una lista, è che in tutto il mondo si possano riaprire e ampliare le liste presentate ed eventualmente presentarne di nuove. In questo modo, chi vuole presentare liste alternative a quelle messe insieme negli uffici dei patronati o nelle sedi di gruppi, non si sentirà più discriminato.

Tutto ciò, oltre a dare finalmente una parvenza democratica alla votazione dei Comites, permetterà anche di fare sì che nelle nuove liste ci siano italiani che rappresentano lo strato sociale dell’intera comunità e non soltanto chi ha messo insieme una lista di dieci candidati, l’ha chiusa prima dei termini stabiliti, lasciando fuori i veri rappresentanti della comunità.

Cari politici, lo sappiamo che ci tenete al vostro posto e sono sicuro che a modo vostro svolgete bene il vostro compito. Qui però si tratta di un’azione per salvare la democrazia, per dare credito e speranza agli italiani all’estero che vorrebbero essere ascoltati e rappresentati: aprite le liste in tutto il mondo, fate in modo che gli italiani all’estero siano orgogliosi di voi”. (aise)

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