(NoveColonne ATG) Roma – L’emigrazione italiana è stata raccontata attraverso studi e ricerche, analisi attente e approfondite indagini. Anche i libri e le canzoni hanno “disegnato” questo fenomeno ma ora è il teatro a mettere in luce storie di emigranti italiani, quelli partiti per l’America nei primi anni del ‘900. Il 24 febbraio il Teatro Italia di Roma (ore 20.30) ospita, infatti,  “America-il Musical: lo spettacolo nasce dalla collaborazione tra il compositore Guido Cataldo e il performer Simone Sibillano, coautore e regista dell’opera che narra dell’emigrazione italiana agli inizi del ‘900. Vincitore di due premi Broadway World Italia 2014 per miglior partitura e miglior attore protagonista, “America” vede protagonisti sul palco 16 artisti che daranno voce a speranze, sogni e desideri di uomini e donne partiti alla scoperta del “nuovo mondo”, desiderosi di una vita migliore tra difficoltà e rinunce. La trama dell’opera, ispirata a vicende e testimonianze di quanti vissero il flusso migratorio del secolo passato, è incentrata, infatti, sul viaggio di un gruppo di emigranti italiani che, provenendo da diverse città dell’Italia meridionale, nel 1910 si imbarcarono alla volta di un’America tanto lontana quanto ideale, in cerca di lavoro e di una vita migliore. Seguendo il ritmo scandito del viaggio, lo spettacolo – prodotto da Nuovaluna Produzioni S.r.l.s.  – intreccia le storie di diversi personaggi, ciascuno con un proprio passato e un personale bisogno di futuro. Apprezzato già lo scorso anno a Roma come a Milano “America” torna dunque nella Capitale dove ad attenderci sarà il protagonista e a autore dello spettacolo, Simone Sibillano. “La storia è raccontata da 16 artisti del musical italiano – si legge nelle note di regia  – che interpretano le storie dei nostri emigranti con sensibilità e talento attraverso canti danze e musiche che rimandano ad un epoca che ha segnato la nostra storia di italiani”. Insieme a Bartolomeo (interpretato da Simone Sibillano) un gruppo di futuri emigranti prende la drammatica decisione di partire per il “nuovo mondo”. Frammenti di vita contadina del tempo pongono in luce le difficoltà sociali e il tormentato rapporto di amore-odio tra una terra madre ormai sterile e i suoi figli disperati. In una realtà fatta di povertà, frustrazione e pregiudizio, forte è in loro l’indomita volontà a non soccombere che li spinge a cercare altrove una nuova vita. Nell’epico viaggio che essi affrontano con coraggio, sono idealmente accompagnati da Madre Cabrini che divenne santa e protettrice degli emigranti nel 1946. Le storie dei diversi personaggi, ciascuno con un proprio passato e un personale bisogno di futuro, si intrecciano come la trama di un unico tessuto. “Durante la traversata per mare, sul ponte di terza classe della nave, le molte storie iniziano a confluire in una storia nuova, che incrocia i destini di uomini e donne segnando e ridisegnando i confini del loro avvenire, verso un domani che ciascuno colora di proprie luminose aspettative” scrive il regista Simone Sibillano.  “Ed ecco finalmente l’ America! Avvistano da lontano Miss Liberty, la nota statua della libertà, scambiata per la Madonna americana. Approdati ad Ellis Island, piccola isola della baia di New York, filtro per l’America, sono ad attenderli estenuanti interrogatori e minuziose visite mediche ma, una volta sbarcati in terra americana, il sogno lascia spazio ad una realtà dura e complessa, distante dall’illusione di un ritrovato paradiso: lo smistamento all’arrivo, l’impiego forzato come bassa manovalanza, gli alienanti ritmi della grande città stringono i protagonisti nella morsa schiacciante di una impossibilità senza via di scampo”.  

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