(NoveColonne ATG) Sanremo – “Non vi stupite, io non mi scompongo”. Arisa – all’anagrafe Rosalba Pippa – ha vinto il 64esimo festival di Sanremo con la sua “Controvento”. Sul palco, al momento della proclamazione, era serena – “mi agito solo quando canto” – felice, soddisfatta: “Sono venuta a Sanremo con la voglia di vincere e ho vinto”. Arisa deve tanto a Sanremo. E’ proprio sul palco dell’Ariston, infatti, che è “nata” la ragazza di Pignola, piccolo paese in provincia di Potenza. Sono passati cinque anni da quella “Sincerità” che conquistò pubblico e critica: la cantante – che vinse nella categoria Nuove Proposte – fu apprezzata per la genuinità, il look singolare e soprattutto la voce. E sabato la sua voce, il suo nuovo look e la sua canzone hanno avuto la meglio. A Sanremo Arisa è tornata anche nel 2010 e nel 2012. Sabato però ha ricevuto il premio più ambito: la statuetta del Leone di Sanremo, il riconoscimento più prestigioso: il primo posto raggiunto con un brano di Giuseppe Anastasi. Alle sue spalle Raphael Gualazzi & The Bloody Beetroots con “Liberi o no” e Renzo Rubino con “Ora” (il suo ritornello, intanto, è già uno slogan: “Ora che stai pensando, fermati e datti un voto”). “Sono contenta, felice. Credo che la mia canzone sia estremamente pop e considerando che Sanremo è un evento pop era giusto che vincesse. Sono contenta di aver diviso il podio con Raphael e Renzo perché anche da parte loro c’è stata la voglia di portare sul palco di Sanremo qualcosa di nuovo”. “Ero partita con la volontà e la voglia che passasse ‘Lentamente’ (l’altro brano in gara, n.d.r) anche se poi ‘Controvento’ è piaciuta di più. ‘Lentamente’ – ha aggiunto la giovane cantante – è stata apprezzata lo stesso, sui social è molto gettonata. Non la perdo, la porto con me. E’ nel mio nuovo disco”. Arisa ha commentato così il suo percorso e i suoi 4 Sanremo: “Ho subito un cambiamento ma è un cambiamento normale legato a questo ambiente e a chi fa questo lavoro. Ho deciso chi volevo essere e cosa volevo fare. La mia canzone dice cose condivisibili, ha un linguaggio immediato. Per questo è piaciuta”. “Il sud ha molto da dire” ha concluso Arisa a proposito del fatto che lei, come Rocco Hunt – che ha vinto Sanremo nella sezione giovani -, rappresenta un sud che ce l’ha fatta e può andare lontano, “che sa esprimersi e vuole esprimersi”. Infine, Cristiano De Andrè  con “Invisibili” ha vinto – nella categoria campioni – il premio della critica intitolato a Mia Martini insieme al premio miglior testo, mentre ai Perturbazione  è andato il premio della sala stampa Radio-tv-Web “Lucio Dalla”. “Sono commosso e felice che non sia stata scartata ‘Invisibili’: sono contento che la canzone sia entrata dentro anche se è stata ascoltata una volta sola” ha commentato De Andrè.  La serata finale della 64esima edizione del festival di Sanremo – sabato 22 febbraio –  è iniziata con l’arrivo sul palco dell’Ariston di Terence Hill che nei panni dell’amato Don Matteo ha unito in matrimonio la coppia del festival: Fabio Fazio e Luciana Littizzetto. Poi il via alla gara e l’arrivo del primo ospite, Maurizio Crozza, che ha spiegato con la sua solita pungente ironia come l’Italia sia un Paese capace di “oscillare tra la grande bellezza e la grande bruttezza”. “Da noi alla bellezza segue sempre il disastro, ma noi italiani – ha detto il comico  – abbiamo inventato le note, gli strumenti, la musica: senza noi italiani nel mondo cosa avrebbero suonato?”. “In questo Paese – ha continuato Crozza nel suo monologo  – servono piccoli aggiustamenti” a cominciare dal debito pubblico. Dopo aver ricordato che “non si può monetizzare la bellezza” la rilettura di “Madamina, il catalogo è questo” nota aria dal Don Giovanni di Mozart  per “Anghelina” Merkel. Poi l’imitazione di Matteo Renzi – “Il successo non mi ha cambiato sono io che ho cambiato il successo” – e una sincera ammissione: “Questo palco è tremendo” con un chiaro riferimento alle polemiche nate lo scorso anno. Il secondo ospite della serata è stato Luciano Ligabue che ha regalato al pubblico “Certe notti” , “Il giorno di dolore che uno ha”, “Il sale della terra” e la dolcissima “Per sempre”. Gli applausi non sono mancati, l’Ariston si è alzato in piedi e la gara è entrata nel vivo. Fazio ha poi dato il benvenuto a Claudia Cardinale, icona di bellezza al “festival della bellezza” e a Stromae, per la prima volta ospite di una tv italiana. In conferenza stampa sabato mattina, il cantautore belga ha detto di essere rimasto colpito dal festival di Sanremo, “un  evento senza paragoni che non abbiamo né in Francia né in Belgio. Amo sorprendermi – ha aggiunto a proposito delle sue performance  – ed è difficile dare una definizione a quello che faccio sul palco”. “E’ stato un festival complicato ma pieno di emozioni” ha detto, infine, Luciana Littizzetto salutando la stampa a fine serata.

 

SANREMO, NUOVE PROPOSTE: APPLAUSI PER ZIBBA E ROCCO HUNT

(NoveColonne ATG) Sanremo – Era il 6 dicembre scorso quando Clementino – rapper campano  – fece la sua “profezia”: “Ecco chi vincerà Sanremo giovani”. E non sbagliava. A trionfare nella sezione nuove proposte, alla 64esima edizione del Festival della canzone italiana, è stato Rocco Hunt: lo scugnizzo di Salerno che ha convinto con la sua “Nu juorno buono”. Classe 1994, giovanissima voce del rap campano, Rocco non ha nascosto la sua emozione: “Ancora devo capire quello che è successo – ha detto ai giornalisti in sala stampa all’Ariston – sono ancora emozionato. Quando ho capito di aver vinto ho pianto. E con me anche la mia famiglia. Questo premio non è solo mio – ci tiene però a precisare Rocco Hunt – è un premio del popolo. Ha vinto il popolo. Sul palco di Sanremo – aggiunge – ho portato le difficoltà di una terra e la voglia di rivalsa e riscatto sociale. Ho lanciato un messaggio e spero sia arrivato”. “Siamo la terra del sole, non la terra dei fuochi” canta l’ artista campano che ha fatto sapere che si impegnerà a fare una copia del premio che ha ricevuto a Sanremo: la donerà a un Comune della “terra dei fuochi”. “Bisogna dire ‘no’ alla camorra – dice il 19enne salernitano – e lanciare un messaggio positivo”. “Nu juorno buono” è il primo pezzo con un ritornello in dialetto a  vincere un festival di  Sanremo ma i giorni  “buoni” per Rocco continuano. Enrico Brignano l’ha voluto per il suo nuovo show che andrà in onda su Rai1, “Il meglio d’Italia”. Il vincitore di Sanremo giovani, intanto, si gode il momento ed è sorpreso e felice quando dice: “Sono stato twittato da Jovanotti, Ramazzotti i Negramaro. Tutti i miei idoli. Una grande soddisfazione”. In merito alla sua musica spiega: “Il rap statunitense mi ha influenzato: è quello che lancia un messaggio sociale. Nel mio pezzo non mancano sfumature legate alla musica napoletana. Su tutti Pino Daniele. L’odore del caffè (Rocco canta “stammatina m’a scetat’ o’ sol , l’addore ro’ cafè  o’ stereo ppe’ canzone n.d.r) ricorda quel Pino lì. Ho messo del mio e ho fatto una congiunzione del tutto. Il rap sta diventando importantissimo – ricorda Rocco Hunt facendo riferimento al panorama musicale italiano – bisogna lanciare un messaggio e non importa se si usa il dialetto oppure no. Per me il dialetto è un’altra lingua. Renzo Avitabile mi ha detto ‘pensa a u’ gruv’e (groove n.d.r) e al messaggio’. E così ho fatto”. Nella sezione giovani però, a farsi notare è stato anche Zibba che con la canzone “Senza di te” ha vinto il Premio della Critica “Mia Martini”: “Per me è stato un premo importantissimo – ha detto il cantautore ligure – quest’anno Sanremo sta assegnando i premi giusti: un cantautore ha vinto il premio della critica. E’ un Sanremo perfetto per quanto riguarda i premi, c’è un giusto equilibrio”. Zibba si è aggiudicato anche il premio della sala stampa Radio-Tv-Web “Lucio Dalla”. “Il mio è un cantautorato frutto di contaminazioni diverse. In questo caso il soul si lega al regge. L’idea delle parti orchestrali e il jazz hanno dato, poi, un colore diverso a questa canzone”.

 

 

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