soldiniSAN FRANCISCO – Alessandro Bocchio vive a Napa, in California e sabato la mamma, che invece abita nel Nord Italia,gliha mandato un text message per telefono avvertendolo che Giovanni Soldini stava arrivando a San Francisco. AlloraAlessandro ha preso la famiglia, è salito in auto ed è andato ad accogliere il navigatore italiano al Pier 39 di SanFrancisco.

“Mia madre stava seguendo in diretta l’arrivo e me lo ha detto…”. Bocchio è stato solo uno degli italiani, ma c’erano anche tanti americani, che si sono radunati per veder passare Soldini sottoil Golden Gate Bridge dopo essere partito da New York il 31 dicembre, con il suo Maserati Vor 70. “E il fatto poi che abbia battuto un record che apparteneva a un francese – ha aggiunto Bocchio – rende l’impresa ancora migliore”. Già anche lontano dall’Italia il campanilismo non si dimentica, anzi se si può viene ancora accentuato. Giovanni Soldini col suo equipaggio, composto da nove uomini, del monoscafo Maserati, era partito l’ultimo giorno dell’anno dalla ‘Big Apple’ con l’obiettivo di raggiungere San Francisco in un lasso di tempo minore di quanto era stato necessario, per percorrere lo stesso tragitto a Yves Parlier, già il francese, su Aquitaine Innovations, nel 1998.

C’erano voluti 57 giorni e 3 ore quindici anni fa, Soldini ne ha impiegati 47 di giorni, zero ore, 42 minuti e 29 secondi. Un trionfo. Si chiama la ‘Rotta dell’Oro’ quella seguita da Soldini che prevede la circumnavigazione dell’America del Sud, partendo appunto da New York e arrivando a San Francisco, 21.284 chilometri, un record quello stabilito dal navigatore italiano riconosciuto anche dalla Federazione Internazionale della Vela. Soldini poi ha passato il leggendario Capo Horn dopo 21 giorni 23 ore e 14 minuti, mentre il maxi-catamarano, che detiene il record assoluto della ‘Rotta dell’Oro’, nel 2008 ci era riuscito dopo 22 giorni 7 ore e 25 minuti, quindi in ritardo di otto ore rispetto all’imbarcazione tricolore a bordo della quale c’erano, assieme a Soldini, Ryan Breymaier, Sebastien Audigane, Jianghe Teng, Carlos Hernandez, Guido Broggi, Michele Sighel, Corrado Rossignoli e Boris Herrmann, navigatore assieme e Giovanni e anche responsabile delle scelte tattiche. Il trionfo di Soldini e i suoi uomini è stato rimarcato anche dal console generale italiano di San Francisco, Mauro Battocchi, il quale appena vista l’imbarcazione ha espresso tutta la sua gioia.

Siamo pieni di orgoglio e di emozione – ha spiegato – abbiamo bisogno di eroi buoni e oggi Soldini è un autentico eroe italiano”. La rotta seguita da Soldini è una delle più difficili che la grande storia della vela può ricordare per il passaggio da Capo Horn. Tom Blackaller, celebre navigatore nato a Seattle, ma presto trasferitosi a Bay Area, scomparso nel 1989, paragonava il passaggio per Capo Horn alla scalata del monte Everest o alla traversata, a nuoto, del Canale della Manica. “E’ stata una grande avventura, rischiosa ma bellissima. Siamo orgogliosi di aver stabilito questo primato e aver messo la bandiera italiana su un record così difficile – così Giovanni Soldini ha dichiarato all’Ansa subito dopo aver tagliato con il Vor 70 Maserati il traguardo della New York-San Francisco – è andata bene, anzi direi molto, molto bene, siamo molto soddisfatti. A bordo l’entusiasmo è tantissimo. Ora festeggiamo anche se io già sto pensando alla prossima impresa”.

Ma se la Maserati dei mari sarà per il momento parcheggiata, anzi bisogna dire ormeggiata, al Pier 39, nel Fisherman’s Wharf di San Francisco, Soldini rimarrà un paio di mesi a San Francisco. “Capo Horn? Lo puoi circumnavigare se ti lascia passare, altrimenti non c’è niente da fare. Noi siamo stati capaci di passarlo. È la prima volta che vengo a San Francisco – ha aggiunto – ci rimarrò un po’, così avrò l’opportunità di conoscerla”. Oltre all’accoglienza avuta quasi sull’acqua da parte del console, per Giovanni Soldini e il suo equipaggio era previsto anche un ricevimento al consolato. “Un navigatore, navigatore – così il console Battocchi ha descritto Soldini – sicuramente oggi il più grande al mondo per quello che riguarda le lunghe distanze, nella grande tradizione di Cristoforo Colombo e Amerigo Vespucci”. Prossimo appuntamento? Sempre in California a luglio, la

Transpacific Yacht Race, l’ultracentenaria corsa sulle onde del Pacifico che ogni due anni si svolge tra Los Angeles e Honolulu. (Roberto Zanni -La Gente d’Italia /Inform)

 

 

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