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URBINO\ aise\ – Come annunciato mesi fa dall’Ambasciata italiana a Washngotn il noto giornalista del New York Time Mark Mazzetti è il vincitore, per il 2016, dell’Urbino Press Award, il premio italiano che ogni anno viene assegnato a reporter statunitensi che nel corso dell’anno precedente si sono distinti per il proprio lavoro, informando il grande pubblico.
Il premio è stato consegnato sabato scorso, 2 luglio, nel corso di una cerimonia nel Salone del Trono del Palazzo Ducale di Urbino alla presenza, tra gli altri, del presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli e del sindaco di Urbino Maurizio Gambini.
“Questa manifestazione – ha sottolineato Ceriscioli – è un ponte tra le Marche e gli Stati Uniti e fa parte di una delle attività più importanti di relazioni tra i due Paesi. Il fatto che il Premio venga svolto a Urbino, città piena di bellezze, rappresenta uno strumento di internazionalizzazione che sviluppa i contatti dal punto di vista economico, turistico e promozionale. L’incontro che ho effettuato a Washington nei mesi scorsi è stato molto significativo, ora occorre sviluppare e consolidare i rapporti al fine di dar vita alle opportunità che in campo internazionale la Regione vuole mettere in atto”.
“Questa città – ha detto Mazzetti – è orgogliosa delle bellezze che possiede e come ha detto bene mio figlio è davvero un luogo magico. Nel trattare dal punto di vista giornalistico le questioni della sicurezza, mi sono reso conto che esistono due guerre ben distinte: una all’ombra e l’altra quella convenzionale con le truppe in campo. Il conflitto in ombra è caratterizzato sulla segretezza e a volte nasconde e copre errori, creando molte tensioni tra stampa e Governo americano. La guerra ombra si combatte con i droni Predator che scovano i terroristi e poi li uccide. I droni, però, sono controllati dalla Cia e non dall’esercito e il compito del giornalista è quello di spiegare cosa sta accadendo in maniera trasparente”.
Mazzetti è corrispondente da Washington del New York Times e si occupa di sicurezza nazionale dal 2006.
In passato ha collaborato con il Los Angeles Times come staff writer, con U.S. News & World Report come corrispondente dal Pentagono e con The Economist come corrispondente da Washington DC. Un’indagine svolta nel 2009 con altri colleghi sull’intensificarsi delle violenze in Pakistan e Afghanistan e su come la politica americana ha reagito a tali violenze gli ha valso il Pulitzer Prize. È anche autore del libro The Way of the Knife: the CIA, a Secret Army, and a War at the Ends of the Earth pubblicato nel 2013.
L’Urbino Press Award annovera fra suoi precedenti vincitori Diane Rehm, Michael Weisskopf, Martha Raddatz, Thomas Friedman, David Ignatius, Helene Cooper, Sebastian Rotella, Wolf Blitzer e Maria Bartiromo. Il premio è reso possibile grazie al sostegno della Regione Marche, della Città di Urbino, dell’Ambasciata d’Italia e l’Istituto Italiano di Cultura a Washington, della Camera di Commercio di Pesaro e Urbino e della casa di moda Piero Guidi. (aise) 

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