WASHINGTON\ aise\ – Nel quadro del Farm Bill, il pacchetto legislativo per il settore agricolo americano, la Camera dei Rappresentanti USA ha approvato la scorsa settimana a grande maggioranza (343 voti a favore, 81 contro) un emendamento che blocca l’introduzione di un “market order” sulle importazioni di olio d’oliva. È stata così evitata l’istituzione di una misura che, prevedendo controlli obbligatori sul 100% delle importazioni di olio d’oliva, avrebbe di fatto determinato una loro limitazione.

Il Farm Bill non è stato poi approvato dall’Aula per dissensi politici su altri aspetti del provvedimento.

“Abbiamo ritenuto importante evitare che il testo includesse una misura molto penalizzante per i produttori italiani e che andava in una direzione opposta a quella della liberalizzazione del commercio cui si aspira con i negoziati per la Transatlantic Trade and Investment Partnership”, ha rilevato l’Ambasciatore d’Italia a Washington Claudio Bisogniero. “L’azione di sensibilizzazione dell’Ambasciata e della Delegazione dell’Unione Europea nei confronti del Congresso – ha aggiunto – ha contribuito a coagulare un’ampia maggioranza bipartisan alla Camera per respingerla. E questo è un risultato importante anche in vista della riproposizione del testo”.

Fondamentale, nell’azione svolta, è stato il sostegno dei Congressmen Bill Pascrell e Pat Tiberi, co-presidenti del “Caucus italo-americano”.

L’olio d’oliva importato negli Usa (in particolare da Italia, Spagna, Portogallo, Grecia e Paesi del Nord Africa) rappresenta oggi il 98% circa del consumo sul mercato interno americano. L’industria locale (soprattutto californiana) copre solo il restante 2%. (aise)

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