Washington, 3 febbraio 2016 – L’Italia a Washington pone al centro delle attività degli istituti di cultura europei la protezione del patrimonio culturale dell’umanità. Si chiama Protecting our Heritage il programma proposto dalla rete “EUNIC” (European National Institutes of Culture), di cui il nostro Paese detiene per tutto il 2016, nella capitale degli Stati Uniti (attraverso il nostro Istituto di Cultura), la presidenza di turno.

 

L’iniziativa, che gode del patrocinio dell’UNESCO ed è sostenuta anche dalla Delegazione dell’Unione europea a Washington, ha due obiettivi: accrescere la consapevolezza dell’opinione pubblica e rafforzare la rete di soggetti internazionali – amministrazioni, musei, università, fondazioni, centri di restauro – che operano per fare fronte ai rischi che corre il patrimonio culturale dell’umanità. Dal terrorismo alla criminalità, dai cambiamenti climatici al semplice oblio. In questo spirito, per tutta la sua durata il programma resterà aperto a contributi di idee e progetti da parte delle organizzazioni potenzialmente interessate. E i temi proposti si presentano sotto forma di interrogativi aperti. Come lavorare insieme per riscoprire l’eredità culturale del passato e renderla rilevante anche per la nostra identità presente? Come stabilire delle regole e degli standard comuni per migliorare il livello di tutela? Cosa è possibile fare per salvare i beni culturali a rischio nelle aree di conflitto? Questi alcune delle domande elencate nel manifesto dell’iniziativa.

 

“La protezione del patrimonio culturale dell’umanità è un tema che sta molto a cuore all’Italia, attorno al quale stiamo riscontrando forte entusiasmo anche qui a Washington” ha commentato l’Ambasciatore Claudio Bisogniero. “Sfrutteremo questa occasione per dare il nostro contributo a una causa globale, per aiutare a coalizzare la comunità internazionale attorno all’impegno – che è un imperativo per tutti – di tutelare ad ogni costo la nostra memoria comune. Lo faremo attraverso eventi commemorativi, per ricordare il sacrificio di coloro che hanno messo a rischio persino la propria vita per proteggere l’arte, dai monuments men della seconda guerra mondiale, agli “angeli del fango” intervenuti per salvare le bellezze di Firenze esattamente cinquant’anni fa, agli archeologi che oggi lavorano in aree di crisi. Ma lo faremo soprattutto cercando di condividere esperienze, catalizzare energie e progetti, esplorare assieme nuove metodologie di lavoro”. 

 

Il programma sarà inaugurato domani all’Ambasciata d’Italia a Washington con la mostra “Passaggi” del fotografo-archeologo Massimiliano Gatti, con la partecipazione di Jonathan Green, Fondatore e Direttore del complesso culturale ARTSBlock presso l’Università della California, Riverside, e di Alexander Nagel, archeologo della Smithsonian Institution, National Museum of Natural History. Proseguirà per tutto il 2016 con conferenze, seminari, mostre, proiezioni e concerti organizzati in partnership con alcune tra le più importanti organizzazioni americane ed europee specializzate nel settore.

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